Le Camere degli ambasciatori e le sale del primo piano del Castello di Masino

Dopo aver visitato, seppur virtualmente le meraviglie custodite nel pianterreno del Castello di Masino, leggendo questo scritto il lettore continua il proprio tour al primo piano, dove potrà ammirare il Salone dei Savoia e le splendide Camere degli Ambasciatori.

Saliamo quindi il maestoso scalone e andiamo a scoprire le meraviglie che ci aspettano.

 

LA BIBLIOTECA

In cima al sontuoso scalone, al primo piano, sulla sinistra, si trova la ricchissima Biblioteca, dove sono custoditi più di 25 mila preziosi ed antichi volumi. Essa fu molto apprezzata da Vittorio Alfieri, il grande drammaturgo, poeta, scrittore e autore teatrale che soggiornò al Castello di Masino nel 1783. L’arredo è settecentesco.

 

LA GALLERIA DEI POETI

La visita al primo piano del castello prosegue nella Galleria dei Poeti. Fatta edificare tra il 1811 ed il 1814 dall’abate Tommaso Valperga, fratello di Carlo Francesco II, è affrescata con i ritratti dei principali letterati italiani in ventidue medaglioni a chiaro e oscuro. Sul lato destro sono raffigurati Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Giovanni Boccaccio, Angelo Poliziano, Jacopo Sannazaro, Ludovico Ariosto, Pietro Bembo, Giovanni Della Casa e Torquato Tasso. Sul lato sinistro Gabriello Chiabrera, Benedetto Menzini, Vincenzo da Filicaia, Alessandro Guidi, Niccolò Forteguerri, Giovanni Antonio Volpi, Carlo Innocenzo Frugoni, Pietro Metastasio e Vittorio Alfieri. Sui lati brevi due poetesse: Vittoria Colonna e Maria Maddalena Morelli e due scienziati poeti: Bernardino Baldi e Francesco Redi.
Le pareti sono dipinte ad imitazione del marmo venato nei toni del giallo, del verde e del rosso, scandite da lesene di ordine ionico, finte porte, bassorilievi e nicchie con le statue di Apollo, Mercurio, Bacco e Minerva. Nelle vetrine sono esposti molti cimeli legati alla famiglia Valperga, tra i quali monete, medaglie, armi ed onorificenze militari.

 

IL SALONE DEI SAVOIA

Ubicata sopra il Salone degli Stemmi, questa stanza esalta il legame tra i Valperga e la Dinastia Sabauda. Al centro del soffitto si ammira un grande blasone con i simboli dei Savoia e degli Orleans: esso si riferisce all’unione tra Vittorio Amedeo II, il primo re della dinastia ed Anna Maria d’Orléans, figlia di Filippo di Francia, fratello minore del “re Sole”. Alle pareti sono esposti circa cento dipinti che raffigurano esponenti delle corti sabauda, spagnola e francese. Due ritratti raffigurano la madama reale Maria Giovanna Battista di Savoia­ Nemours, amante di Carlo Francesco I Valperga. Suo figlio Vittorio Amedeo II è ritratto in giovane età con il Collare dell’Annunziata, la massima onorificenza di Casa Savoia. Si può ammirare anche un ritratto settecentesco di re Arduino. Attualmente il salone non è visitabile, ma da novembre 2021 aprirà nuovamente al pubblico ed il visitatore potrà ammirare la decorazione seicentesca che rivestiva in origine interamente le pareti e la volta e celebrava i duchi sabaudi. Essa è tornata alla luce dopo i recenti lavori di ristrutturazione.

 

CAMERA DEGLI AMBASCIATORI DI SPAGNA

Questa sala, voluta dal conte Carlo Francesco I Valperga, celebra la Dinastia Borbone di Spagna, illustrando attraverso stemmi araldici sulla volta le sue unioni con le altre famiglie reali europee fino al 1696. Al centro del soffitto troneggia il blasone che celebra l’unione tra re Filippo V di Spagna e Maria Luisa di Savoia, figlia di Vittorio Amedeo II e Anna Maria d’Orleans. Sullo zoccolo, all’interno di una finta balconata, sono rappresentati gli stemmi delle regioni sulle quali i Borbone di Spagna esercitavano il loro dominio.

Il letto, realizzato dallo scultore Francesco Bozzelli, fra il 1790 ed il 1793, è rivestito dal tessuto originale in damasco rosso con motivi floreali che ricopre anche le poltrone ed il divanetto coordinati. Proviene dal palazzo torinese della famiglia Valperga.

Tra gli splendidi quadri, vanno citati quello che ritrae la madama reale Maria Giovanna Battista di Savoia- Nemours e quello che raffigura Berta degli Obertenghi, consorte di re Arduino.

 

CAMERA DEGLI AMBASCIATORI D’AUSTRIA

Come la sala precedente, anche la Camera degli Ambasciatori d’Austria è stata voluta dal conte Carlo Francesco I Valperga. I blasoni sulla sua volta rendono omaggio alla Dinastia degli Asburgo d’Austria illustrandone le relative alleanze matrimoniali. Lo stemma al centro rende omaggio alle nozze tra l’imperatore Leopoldo I ed Eleonora Maddalena di Neuburg. In corrispondenza dello zoccolo, all’interno di una balconata, sono dipinti gli stemmi delle terre su cui gli Asburgo esercitavano la loro autorità.

Il letto neoclassico in legno intagliato e dorato è definito “alla turca” per la foggia e la tipologia di baldacchino, che ricorda vagamente una tenda orientale. È rivestito da un tessuto utilizzato anche per sedie, poltrone e divano, decorati in pastiglia di riso. Questa tecnica è stata utilizzata anche per le cassettiere con specchio. Tra i dipinti, degno di ammirazione è il ritratto a mezzo busto della madama reale Maria Giovanna Battista di Savoia- Nemours.

 

L’APPARTAMENTO DEL CONTE

Dopo aver ammirato la Camera degli Ambasciatori d’Austria, per proseguire la visita al pianterreno, si attraversa il Salottino etrusco, che un tempo faceva parte dell’Appartamento del Conte, ala fatta realizzare da Carlo Francesco II Valperga, viceré di Sardegna dal 1780 al 1783, nella seconda metà del Settecento. Comprende due camere da letto, ciascuna affiancata da un piccolo ambiente destinato allo studio ed alla conversazione. Degno di ammirazione è il Gabinetto Egizio, testimone della passione dei conti per l’egittologia.

 

 

 

 

 

Autore articolo e foto: Andrea Carnino, laureato in Economia Aziendale, giornalista e studioso di Case Reali

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