Home / Sud / Le croci reliquiario medievali di Barletta

Le croci reliquiario medievali di Barletta

Una delle più importanti mostre degli ultimi anni fu sicuramente quella di Barletta del 2016 intitolata: “Da Melisenda a Giovanna II. Le croci reliquiario medievali della Chiesa di Barletta”.In un percorso che ha intrecciato tra storia, arte e fede, la Cattedrale di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di Santa Maria di Nazaret e la Basilica del Santo Sepolcro hanno ospitato le stauroteche di Barletta in una mostra, voluta dall’Arcidiocesi di Trani ed inserita nel programma più ampio del Giubileo della Misericordia intitolato “La Chiesa di Barletta nel Medioevo”. Un’occasione unica per scoprire il grande patrimonio artistico e religioso della città.

Il pezzo forte della collezione è sicuramente la Stauroteca con la reliquia del Santo Legno della Croce, compatrona di Barletta (insieme a Maria Santissima dello Sterpeto ed a San Ruggero Vescovo). Essa giunse in città nel 1291 portata dal Patriarca Gerosolomitano Randulphus in fuga da San Giovanni d’Acri caduta in mano dei Musulmani. Da quel momento, sino ad oggi, attraverso la Vera Croce di Nostro Signore Gesù Cristo, il legame tra Barletta e la Terra Santa è molto vivo. Non a caso gli Arcivescovi di Barletta, Trani e Bisceglie sono di diritto anche titolari di Nazareth. La reliquia mostra il Legno della Croce tra due lamine d’argento con fiori gigliati e tondi con l’Agnello ed i simboli di Marco, Giovanni e Luca. Quello di Matteo andò distrutto. Questa reliquia è compatrona di Barletta inseguito ad un triplice voto, il primo risalente al 1496 e gli altri ripetuti nel 1515 e nel 1656, in occasioni di peste e violenti terremoti. A custodire la Stauroteca è ancora oggi l’Arciconfraternita del Sacro Legno della Croce, ufficialmente costituita nel 1781 con Regio Assenso di Re Ferdinando IV di Borbone.

Alla nostra attenzione si sono poste anche altre croci esposte presso la Chiesa di Santa Maria di Nazareth.

stauroteca-san-ruggiero
Stauroteca del Monastero di San Ruggiero

Per esempio la Stauroteca del Monastero di San Ruggiero, risalente al XV secolo, interamente in argento dorato lavorato a sbalzo e inciso con filigrana e vetri colorati. Questa croce potrebbe forse essere il frutto di un assemblaggio di due croci e presenta una interessante iscrizione in caratteri tardogotici, recitante CRISTO VIN/CIT CRISTU RE, che lascia attribuire l’opera ad un artista nordico probabilmente attivo in Veneto.

stauroteca-santa-maria-di-nazareth
Stauroteca della Chiesa di Santa Maria di Nazareth

Interessante è anche la Stauroteca della Chiesa di Santa Maria di Nazareth, in argento dorato lavorato a sbalzo e inciso con pietre preziose tagliate a cabochon. Anche qui sono unite due croci, una più piccola e antica, databile tra il XII ed il XIII secolo, forse d’ambito veneziano, ed una più grande, di provenienza tarantina, che ha delle raffinate terminazioni trilobe che nel recto accolgono i simboli dei quattro Evangelisti. Manca l’angelo di Matteo perchè cancellato dall’inserimento del grande ricettacolo in vetro sovrapposto in un secondo tempo alla croce. Dal dado di base si dipartono due volute che reggono le figure di Maria e Giovanni.

stauroteca-santa-lucia
Stauroteca del Monastero di Santa Lucia

La Stauroteca del Monastero di Santa Lucia risale al XV secolo ed opera di un orafo abruzzese. Reca sul basamento la data del 1724 e l’iscrizione M(ONASTER)O S(ANT)A LUCIA BARLETTA. La teca all’incrocio dei bracci contiene reliquie del Santo Legno, di Sant’Antonio di Padova, di Santa Maria del Soccorso, di San Nicola di Bari, del Velo della Vergine e di Pio V. La stauroteca più antica imita il modello della croce del Santo Sepolcro ed ha il verso interamente lavorato a sbalzo con la mano del Padre Eterno in posizione apicale e i simboli dei quattro Evangelisti. Una misteriosa figura in tunica e turbante, forse Santa Veronica, rimanda alla Passione di Cristo.

Si è trattato davvero di un evento importante che ha portato all’attenzione del pubblico opere meravigliose cariche di storia, pezzi unici, lavorazioni raffinate, parte del patrimonio artistico e culturale della Chiesa di Barletta.

 

 

 

Autore: Angelo D’Ambra

Tutte le foto sono state scattate da Angelo D’Ambra. La foto di copertina, ritraente la Stauroteca del Santo Legno, è tratta dalla pagina facebook dell’Arciconfraternita Santo Legno della Croce

 

About historiaregni

Historia Regni è un portale telematico dedicato alla storia, anzitutto quella italiana. Nasce su iniziativa di Angelo D’Ambra, è senza scopo di lucro e si avvale di collaborazioni gratuite. Le foto presenti sono state, in parte, prese da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo al nostro indirizzo email info@historiaregni.it e si provvederà alla rimozione.

Check Also

Sistemi monetari preunitari: la forza economica delle monete locali

Sono largamente diffuse millantazioni una, superiore, forza economica del Ducato Napoletano rispetto alla Lira Piemontese ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

tre × due =