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Le istruzioni di Clary a Borjes

José Borjes fu il protagonista di una delle più note vicende del brigantaggio politico borbonico.

Il Pungolo di domenica 5 gennaio 1862 n. 4 riporta un articolo tratto “Dalla Gazzetta militare di Torino” dal titolo Le istruzioni borboniche sul brigantaggio Napoletano. Il testo è per noi di grande interesse perchè riporta le istruzioni del generale borbonico Tommaso Clary al carlista catalano José Borjes, inviato nel meridione d’Italia nel tentativo di riconquistare il regno per conto di Francesco di Borbone.

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Fra le istruzioni scritte consegnate dal generale Clary a Borjès v’era quella di tentare uno sbarco in Calabria non sì tosto avesse riunito il più gran numero d’uomini possibile in ragione dei mezzi che gli sarebbero stati forniti. Lo sbarco doveva essere tentato sul punto delle coste calabresi che offrisse meno pericoli ed ostacoli. In una nota a piè di pagina dicevasi poi : «Questo punto potria essere la marina di Birona al luogo denominato Santa Venere. Questo luogo è vicinissimo a Monteleone, centro della Calabria, in una situazione di facile difesa, e che è sempre stato il quartier generale di tutte le armate che osperarono in quel paese. Se Birona non fosse possibile, si dovria cercare un altro punto che possa condurre sul monte Aspromonte ed ai Piani della Corona. Il principe di Scilla fornirà le informazioni quanto alle persone ed ai luoghi » Una proscritta di quelle istruzioni, sottoscritta essa pure dal gen. Clary, era così concepita: «Appena la vostra gente sarà riunita a Marsiglia od altrove, e pronta ad essere imbarcata, secondo le relazioni e coll’aiuto dei nostri amici di Marsiglia, spedirete un dispaccio telegrafico a Roma, qualora io mi vi trovi ancora, e sarà in questi termini : – Signor Langlois, 2, via della Croce. – Giuseppina gode sanità, si rimette, parte il giorno…» Ecco poi le informazioni che fornì il principe Scilla, a cui accennava il sig. Clary : «La marina di Birona è assai pericolosa, ed in generale tutte le coste della Calabria, sempre sorvegliate da crociere. Monteleone essendo città molto importante, debbe aver truppe che piomberebbero immediatamente sugli sbarcati. «Un punto da proferirsi saria Siderno o Castelvetere, sulla costa deserta e montagnosa di Retro Marina. Avvi colà un capo, Agostino d’Agostini, che un dato giorno potria far trovare 300 uomini e più per fare il nucleo. Si potrà passare facilmente la catena di montagne che dividono la Calabria, e si potrà condursi egualmente per un colpo di mano su Reggio o su Monteleone. «Il sig. Colavier possiede la lista di tutte le località delle due provincie di Catanzaro e di Reggio sulle quali si può contare, e di quelle che son cattive. «Il mezzo più sicuro per uno sbarco è di inviare a Malta qualcuno che si abbocchi coi signori Musitani e Barilla, realisti ivi di residenza. Quei signori manderanno qualcuno di lora confidenza con una forte promessa al detto d’Agostini, a Siderno, con ordine di far trovare un corpo di sostegno alla costa dal giorno…. al giorno… Ordine di rispondere con tre fuochi ai fuochi del naviglio se si possa sbarcare su quel punto ; due fuochi indicheranno di marciare più avanti. Se si potesse ottenere dal conte Raineri di Dahomé d’aspettare alcuni giorni, sarebbe ottima cosa. «Ecco alcuni nomi dei miei conoscenti: a Bagnara, il signor Antonio De Leo, ricchissimo commerciante e molto affezionato, potrà dare del danaro ; nominarlo sindaco, ei se lo meriterà. A santa Eufemia, tutti sono per me: servirsi specialmente della famiglia Panuccio Sorvaro, assai numerosa, affezionatissima e di una probità a tutta prova; il signor Condena, ricco fittaiuolo, potrà esser utile coi suoi consigli, e potrebbe esser sindaco. Servirsi pure dei Gioffrè, del Chirico e di Antonio Parisi, vecchio rispettabile, sebben liberale, ma onestissimo; i suoi fratelli, quantunque uno sia mio fattore, debbono esser lasciati in disparte, unitamente alla famiglia Fimmano, gente furba e banderuole. «A Sinopoli, piena fiducia coll’arcidiacono del mio capitolo, signor Mangeruva, prete irriprovevole ed intelligente. Del resto, tutto il paese mi è affezionato. Il vecchio capitano di cavalleria Rocco Lupino ha fatta la guerra, e sarebbe utile per la formazione dei corpi. «Solono è un paese della montagna popolato di gente molto solida ed affezionatissima. «Servirsi del mio capo-guardia Lampo vecchio galeotto, eccellente guida e capo banda, «Il vescovo di Mileto, monsignor Mincione, è benissimo disposto, e così anche il clero che bisogna accarezzare. «La prigione di Reggio è piena di soldati realisti: un bel colpo di mano potrebbe procurarvi immediatamente da quattro a cinquecento uomini di buona truppa».

Fonte foto: dalla rete

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