L’emporio greco di Numana

Il porto naturale di Numana per secoli rappresentò un sicuro rifugio per i naviganti greci ed il villaggio piceno che vi sorgeva a ridosso fu per loro il primo punto di scambi commerciali nell’area.

Come poi Ankon, Numana era situata lungo la rotta che partiva da Iader, l’antica Zara, la rotta più seguita dai commercianti dell’Egeo, che risalivano la costa illirica e poi si proiettavano in Italia. Essa attraversava il mare aperto nel tratto più favorevole, appunto a Zara, dove minore era la distanza da superare per raggiungere la costa occidentale e dove il monte Conero offriva un sicuro punto di riferimento per la navigazione a vista.

Primi abitanti di questa zona dell’Adriatico furono i siculi, secondo Plinio, poi seguiti dai piceni, come testimoniano i ricchi reperti archeologici trovati nelle necropoli. Il villaggio diventò però molto presto un emporio greco tra i più importanti dell’Adriatico e, prima della fondazione della colonia siracusana ad Ankon, ebbe grande splendore. L’approdo di Numana, due secoli prima della fondazione di Ancona, costituì il più ricco emporio dell’area per gli scambi con la Grecia e da qui furono smistati nel Piceno centrale prodotti attici e della Magna Grecia. I greci commercializzavano soprattutto vino, olio, miele, tessuti ma anche bronzi e ceramiche.

Le vaste necropoli picene ci hanno consegnato gran quantità di ceramica attica. Tutto ciò attesta quanto fosse prospero l’interscambio con gli ellenici. Questi vasi a figure rosse rinvenuti nei corredi funerari confermano che Numana fu un importante emporio, capace, per più di due secoli, di smistare nelle vallate dell’interno e anche oltre l’Appennino gli apporti del commercio attico e dell’Italia meridionale.

Il mancato ritrovamento delle strutture portuali sommato alla perdita dell’area su cui si estendeva l’insediamento piceno, a causa di vasti fenomeni di erosine marina e frane, è compensato dalle armi, i pendagli, gli oggetti di uso quotidiano ed il vasellame rinvenuti nelle necropoli, custoditi nell’Antiquarium istituito nella stessa Numana. Un importantissimo reperto è sicuramente la testa di guerriero in calcare del Conero coperta da un casco a calotta simile a quello in bronzo presente in molte tombe picene. Attribuita al VI secolo a.C., è oggi conservata nel Museo Archeologico di Ancona.

La presenza della vicina Ankon probabilmente inficiò non poco sulla prosperità di Numana. Tra i due porti, situati alle due estremità del massiccio del Conero, finì col prevalere quello di Ancona quando fuoriusciti siracusani vi costruirono la loro acropoli.

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: L. Braccesi e M. Luni, I Greci in Adriatico; S. Petrelli, Numana dalle origini al Medioevo

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