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L’imperatrice bizantina Maria Bagrationi

Maria Bagrationi, figlia di Bagrat IV, re di Georgia, fu regina consorte dell’Impero Romano d’Oriente, una delle donne più belle ed influenti dell’Europa medievale.

Da quando, più di trecento anni prima, Leone III aveva organizzato il matrimonio della cazara Irene, figlia del khagan Bihar, con suo figlio Costantino V nel 732, non c’era più stata alcuna principessa straniera sul trono di Bisanzio. Maria fu la seconda.

Nel 1056 fu inviata a Costantinopoli per essere allevata ed educata con il patrocinio dell’imperatrice bizantina Teodora, per poi tornare in Georgia quando l’imperatrice morì.

Il suo matrimonio con Michele VII Ducas fu segnato dai fallimenti militari in Anatolia contro i selgiuchidi, così come dai disastri della svalutazione monetaria che causò crescente insoddisfazione. Lo scontento che attraversava la società e la corte bizantina culminò in un colpo di stato che, nel 1078, estromise Michele dal trono e portò all’incoronazione di Niceforo III Botaniate.

Michele divenne monaco del Monastero di Stoudion e Maria, pur non indossando l’abito monacale, andò, con suo figlio Costantino, in un monastero.

Quando la moglie di Nicerofo spirò, Maria fu la nuova prescelta. Ancora bella e soprattutto straniera, ovvero senza parenti che potessero interferire con la politica della corte, sposando Niceforo, avrebbe soddisfatto i sostenitori dei Ducas. Però c’era qualche problema… Dato che il primo marito di Maria, sebbene monaco, era ancora vivo, il suo matrimonio col nuovo imperatore sarebbe stato considerato adultero dalla Chiesa. Addirittura, uno dei sostenitori di Maria, Giovanni Ducas, dovette persino far rimuovere un prete che si rifiutava di celebrare il matrimonio e lo sostituì con un altro che accettò di sposare la coppia nel 1078. Come parte dell’accordo matrimoniale, a Maria fu promesso che suo figlio Costantino sarebbe stato nominato erede dell’impero, cosa che però Niceforo poi ricusò.

Nonostante ciò, durante il suo regno Maria fu trattata degnamente e ricevette terre e proprietà enormi. Niceforo concesse pure a suo fratello, il re Giorgio II di Georgia, il titolo di Cesare. Il rifiuto però di Costantino Ducas come erede al trono spinse però Maria ad ordire un complotto col generale Alessio Comneno.

Alessio costrinse Niceforo ad abdicare al trono e fu incoronato imperatore nel 1081, poi fece di Costantino l’erede unico e gli concesse in moglie sua figlia, Anna Comnena.

Insorsero nuovi problemi quando Alessio ebbe però un figlio da sua moglie l’Imperatrice Irene Docaena nel 1087, il futuro Giovanni II Comneno. Costantino perse il suo stato di erede e Maria fu costretta nuovamente a ritirarsi in monastero.

A Costantino Ducas restava lo status di co-imperatore, un titolo più alto di quello del fratello maggiore dell’Imperatore, Isacco. Così i rapporti tra Maria e Alessio non tardarono a calmarsi e l’ex imperatrice si spostò a vivere nel Palazzo di Mangano, dove organizzò “una corte alternativa” come madre del co-imperatore e suocera designata della figlia maggiore dell’imperatore, nonostante ora indossasse il velo.

Maria si dedicò a grandi opere di beneficenza, numerose furono le sue donazioni al Monastero di Ivron sul Monte Athos, fece pure costruire il Convento di Kapata a Gerusalemme e protesse numerose figure letterarie, tra cui Teofilatto, Arcivescovo di Ocrida in Bulgaria. Così divenne un modello anche per le donne della dinastia dei Comneni.

I Ducas però avevano ancora molti sostenitori e l’assassinio di Alessio fu progettato da Niceforo Diogene, fratellastro di Michele VII, mentre l’imperatore era in visita alla tenuta di campagna di Costantino a Pentegosti. Anna Comnena afferma che, quando Diogene fu arrestato, furono trovati documenti su di lui che chiarirono come Maria fosse a conoscenza della cospirazione, sebbene la disapprovasse. Alessio forse ritenne in qualche modo responsabile anche Maria, ma non si vendicò del suo silenzio.

Nel 1097, Costantino morì e sua madre tornò in un monastero scomparendo, dopo qualche anno, dalle cronache.

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: A. Mikaberidze, Historical Dictionary of Georgia; AA.VV., Storia Illustrata delle Crociate; M. Psello, Chronographie

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