L’indipendenza del Perù

L’indipendenza del Perù iniziò con la ribellione di José Gabriel Condorcanqui, Marchese di Oropesa, nobile meticcio, cacique (sindaco) delle città di Tangasuca e Pampamarca, che il 4 novembre 1780 insorse contro gli abusi di un coregidor (figura amministrativa sorta invece per la protezione degli indios) ed assunse il nome di Túpac Amaru II.

Radunò un esercito di decine di migliaia di nativi, creoli, meticci e liberti neri, ma il 5 aprile del 1781 fu fatto prigioniero, a Cusco. Il 18 maggio di quell’anno venne ucciso per squartamento.

Questa ribellione ebbe una grande importanza nella società peruviana. Per evitare rivolte future, i cacique furono soppressi, l’uso dei costumi inca fu proibito, i ritratti inca distrutti e furono proibiti gli scritti in lingua quechua.

Il nuovo secolo, nonostante i problemi che viveva la Spagna con l’occupazione napoleonica, si aprì con una situazione politica e sociale piuttosto calma in Perù. I liberali non avevano alcuna influenza a Lima, il viceré José Fernando de Abascal dovette però accettare la libertà di stampa e l’istituzione di organizzazioni elettive. Furono queste le condizioni che permisero la nascita di un movimento indipendentista che sfidò militarmente il governo nelle due rivolte di Tacna: nel 1811 con la Battaglia di Guaqui, ora in Bolivia, e nel 1813 con la Battaglia di Sipe-Sipe. In realtà in questi due sommovimenti i peruviani ebbero uno scarso ruolo. Si trattò infatti di scontri che il vicerè del Perù ebbe con i rivoluzionari indipendentisti di Buenos Aires comandati dall’argentino Manuel Belgrano, cui fornirono manforte i patrioti peruviani diretti da Francisco Antonio de Zela. Diverso fu il caso della ribellione di Huánuco del 1812 e di quella di Cusco del 1814 in cui gli indigeni ed i creoli ebbero un ruolo centrale e fortemente antispagnolo.

Il trionfo realista permise al Vicerè del Perù di inviare il suo esercito in Cile per reprimervi i moti separatisti capeggiati dal generale argentino José de San Martín. Sonoramente sconfitto, il vicerè vide il Perù invaso da San Martín e dall’esercito cileno del capitano generale Bernardo O’Higgins, mentre la marina cilena guidata da Lord Thomas Alexander Cochrane bloccava le coste del paese e si prendeva cura degli sbarchi dei soldati.

San Martín guadagnò numerosi seguaci, anche a causa delle diserzioni dei soldati appartenenti all’esercito realista, mentre, in numerose città del Perù, fu proclamata l’indipendenza. Il nuovo viceré Joaquín de la Pezuela fu costretto a negoziare.

Con l’accordo che tardava ad arrivare, furono riprese le armi. Il nuovo vicere José de la Serna e Hinojosa si rifugiò a Callao, lasciando Lima, la capitale, all’esercito indipendentista. José de San Martín vi entrò trionfalmente il 6 giugno 1821.

L’indipendenza del Perù fu proclamata il 28 luglio di quell’anno.

Si stabilì un Protettorato come forma di governo, guidato proprio da San Martín, nell’attesa di individuare in Spagna un principe liberale che volesse assumere la corona del Paese. Nel nord del Perù, però, de la Serna era ancora in armi con i suoi eserciti occupando la capitale del vicereame di Cuzco.

Fu Simón Bolívar a stanarlo e a portare ordine a Lima che nel frattempo aveva conosciuto un tentativo di colpo di stato. Impossibile dunque non notare che ancora una volta, il ruolo dei peruviani nel processo indipendentista fu superato in importanza da quello degli eserciti stranieri: le truppe cilene di San Martin e le truppe colombiane di Simón Bolívar furono le sole artefici dell’indipendenza.

Bolívar arrivò nel Perù l’1 settembre 1823. Fu il vero organizzatore dell’esercito peruviano che ebbe la sua prima prova di fuoco nella pampa di Chacamarca con la Battaglia di Junín. Fu qui che l’esercito peruviano ottenne la sua prima vittoria, il 6 agosto 1824. Non si udì un solo colpo, solo il rumore delle sciabole. Gli spagnoli furono sconfitti grazie alla comparsa a sorpresa del battaglione conosciuto come Ussari del Perù, comandato dal generale William Miller.

Con la Battaglia di Ayacucho l’indipendenza si consolidò. La mattina del 9 dicembre 1824, le truppe patriottiche sotto il comando di Antonio José de Sucre, affrontarono i monarchici guidati dal viceré La Serna. Verso le due del pomeriggio, il loro trionfo era evidente: il viceré era stato ferito e catturato. La capitolazione fu quindi firmata sullo stesso campo di battaglia. Quel documento rappresentò la nascita del Perù indipendente.

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: J. Basadre Grohmann, Historia de la República del Perú

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