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Note sulle influenze fatimidi in Sicilia

I Fatimidi, dinastia araba shi’ita (1), esercitarono il loro potere tra il IX e il XII secolo, prima in Nord Africa e poi in Medio Oriente.

Quadro storico

La dinastia ebbe origine a metà del IX secolo nel Khuzistan, nell’Iraq meridionale. Perseguitati dal califfato ‘abbaside di Baghdad per le loro attività e opinioni rivoluzionarie, furono costretti a lasciare il Paese e si recarono a Salamiya, in Siria, dove proseguirono la loro propaganda shi’ita inviando missionari in tutti i paesi del mondo islamico. Uno di essi, Abu Abdallah al-Shi’i, si insediò in Ifriqiya (2) all’inizio del X secolo e trovò un appoggio considerevole tra le tribù berbere (3). al-Shi’i conquistò in breve tempo le odierne Tunisia e Algeria, allargandosi fino in Sicilia. Ovunque ebbe cura delle popolazioni, a cui prometteva la soppressione delle imposte non coraniche. Sconfitti i nemici (952-975), i Fatimidi poterono attuare il loro vero programma: a poco a poco, conquistarono l’Egitto, la Siria, poi Baghdad (1059) e la Palestina (1095). La dinastia fatimide ebbe fine nel 1771 quando Saladino li sconfisse in battaglia e trasformò l’Egitto in una provincia dell’impero ‘abbaside.

zisa2L’architettura fatimide

Il lungo governo dei Fatimidi, durato quasi tre secoli, pur scomparendo ha lasciato dietro di sé numerose testimonianze artistiche, soprattutto nel campo dell’architettura, attraverso monumenti, tombe, moschee funerarie e mausolei. Una peculiarità degli edifici fatimidi è la decorazione innovativa e sovrabbondante delle pareti interne ed esterne e poi ancora archi a sesto acuto, muqarnas (4), nicchie scanalate.

I Fatimidi in Sicilia

La Sicilia fu dominata per duecento anni dai musulmani. Le testimonianze architettoniche della dinastia fatimide sono perlopiù edifici commissionati dai re normanni ad artisti musulmani. Un esempio è la Sala della fontana con la sua meravigliosa vasca interna che si trova al centro della residenza estiva a La Zisa, a Palermo. L’ornamentazione della sala è particolare: le parti a volta sopra le porte di comunicazione sono decorate a muqarnas e con lastre di marmo e mosaici. Nell’alcova centrale sono posti tre medaglioni, posti uno accanto all’altro, in cui sono illustrate scene di caccia, il passatempo preferito dei sovrani normanni. Il bacino della fontana, costruito a scalini, è il più antico esempio costruito in stile medievale islamico che si sia conservato intatto.
Nel 1140, Ruggero II fece costruire la magnifica Cappella Palatina come estensione del palazzo reale. Sono degni di nota i magnifici pavimenti e i meravigliosi mosaici e il soffitto ligneo a muqarnas della cappella.

Un altro esempio di architettura fatimide in Sicilia è dato dagli edifici a cupola a Palermo, a Mazara e nei dintorni di Messina. Le cupole hanno una calotta semisferica di pietra squadrata, che poggia su un tamburo e su tre trombe. Anche nella decorazione esterna di edifici profani e religiosi si rimanda ai modelli dell’Ifriqiya. Le cornici delle aperture sui muri sono opere in bugnatura bicolore, su modello degli edifici di quel periodo nel Cairo fatimide. L’epoca dei Fatimidi rappresentò una vera e propria età dell’oro anche nell’artigianato: opere in ceramica e vetro, opere in legno, avorio o cristallo, oggetti di cristallo di rocca e tessuti. Quest’ultimo fu il prodotto artistico più caratteristico dell’epoca fatimide e ebbe ampia diffusione a livello internazionale. Nelle camere del tesoro di chiese occidentali si trovano pregiati tessuti fatimidi di manifattura tiraz (5). I tessuti erano decorati con bordi ricamati in lana, in seta o intessuti con fili d’oro. Riportavano iscrizioni in cufico (6). E’ testimoniata con documenti l’esistenza di officine del tiraz nelle province fatimidi, inclusa una a Palermo, dove nei primi anni del XII secolo fu prodotto lo splendido mantello (7) del re Ruggero II di Sicilia.

Un altro esempio di tiraz fatimide in Sicilia è dato da una veste liturgica che riporta due iscrizioni, una in arabo e una in latino, che testimoniano che fu prodotta nel 1881 nell’officina di Palermo per il re Guglielmo II. Grazie alla maestria artistica della dinastia dei Fatimidi, è indiscutibile che Palermo nell’XI secolo si trasformò in una delle più grandi città del Mediterraneo. Tali testimonianze ci ricordano come la cultura arabo-musulmana è parte integrante della nostra storia e del nostro futuro.zisa1

 

Autore: Viviana Isernia

Le foto ritraggono La Zisa di Palermo e sono tratte dalla rete

 

 

 

Viviana Isernia, saggista ed islamologa

Note

(1) Lo shi’ismo è una setta musulmana, la cui origine risale alle guerre civili del I secolo dell’Egira (VII sec. d.C.). In opposizione alla tradizione sunnita, gli shi’iti riconoscono come unico capo dell’intera comunità islamica l’Imam, essere dotato di caratteri sovrannaturali, unica guida e interprete infallibile dei testi sacri. La qualità di Imam può aversi solo in ‘Ali (cugino di Maometto) e Fatima (figlia di Maometto) e nei suoi discendenti.

(2) Termine arabo per indicare l’odierno Nord Africa, tra la Libia e il Marocco.

(3) I Berberi sono la popolazione autoctona del Nord Africa.

(4) Tipica decorazione a stalattiti, che ebbe ampi sviluppi in tutta l’arte islamica classica.

(5) Il termine indica il luogo in cui si producevano tessuti pregiati per i sovrani dell’epoca.

(6) Stile calligrafico arabo, originario della città di Kufah, in Iraq, e caratterizzato dalla forma quadrata delle lettere.

(7) Il mantello è custodito presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna.

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