Perchè gli abitanti del Regno delle Due Sicilie non possono che chiamarsi Italiani

“Nomalogia Nazionale” ovvero “del perchè gli abitanti del Regno delle Due Sicilie non possono che chiamarsi Italiani”. Il testo che segue risale al 1820, è opera dell’avvocato Matteo Mastrogiacomo in risposta ad un passo dell’adattamento della Costituzione spagnola al contesto del Regno delle Due Sicilie redatto da Vito Morgera. Lo pubblichiamo come risposta al diffondersi di appellativi astorici per indicare i cittadini del Regno delle Due Sicilie come il neologismo “duosiciliani”, il “napolitani” di riminiscenze ottocentesche, nonchè il “siciliani” figlio di un distorto pansicilianismo che troverebbe le sue origini in Ruggero il Normanno. L’opera è conservata nell’archivio privato di Vincenzo D’Amico.

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Grave, ma necessario travaglio è quello d’applicarsi allo studio della Costituzione, che dovrà basare il nostro stato politico. Ciascuno dev’esserne istruito, affinchè conoscendo i suoi dritti e le sue obbligazioni, possa e sappia sostener quelli ed adempir a queste.
Il Signor Morgera è stato il primo che ha intrapreso a scrivere su l’oggetto proponendo le modificazioni da farsi alla Costituzione Spagnuola provvisoriamente in vigore.
Il dotto Autore volendo surrogare al nome di Nazione Spagnuola, quello della nostra Nazione, si contenta della nomenclatura di Nazione del Regno delle Due Sicilie. Ma la Nazione non è del Regno bensì il Regno è fondato pel governo della Nazione. Il nome di Sicilia non può, esser quello dell’intera Nazione, essendo quella una minor parte di questa; nè i Popoli di quà dal Faro non si son giammai chiamati Siciliani, bensì il Trono che li resse, essendo stato da Ruggiero fondato in Sicilia, assunse il nome di Regno di Sicilia; e divise in tempo degli Angioini le Province di città, e di là dal Faro, gli Aragonesi; e gli Angioini com’è solito avvenire, vollero ognuno di essi ritener il titolo di Re di Sicilia, e per distingnersi i due Troni, si dissero uno Sicilia di quà, e l’altro di là dal Faro. E questi nomi distinguevano i Troni, e non già la Nazione, e noi giammai non ci chiamammo Siciliani, bensì da Scrittori del XIII. Secolo fummo designati sotto il nome di Pugliesi, ed indi di Napoletani dalle Capitale, benchè impropriamente. Ed in questo modo la Nazione, che in origine della Monarchia era una, ed in seguito divisa in che Regni, fortunatamente negli scorsi anni si riunì, riunione, che facilita a stringersi le mani queste due sorelle in sostegno della Costituzione; riunione preparata da chi non avrebbe voluto, che fosse produttiva di sì felici effetti.
Se dunque il nome di Siciliani è parziale, e non è da generalizzarsi, qual nomeneclatura daremo alla Nazione una ed indivisibile, che si estende in questo continente, e nell’isola vicina? Ricordiamci, che siamo Italiani, e l’Italia per linguaggio, per costumi, per Religione, per spirito patriotico, e per situazione naturale, costituisce una Nazione; e se la politica di estere Potenze ci ha divisi per indebolirci, e dominarci, noi dobbiamo tendere all’unità; e benchè allo stato attuale quest’unità non esista, e noi siamo parte dell’Italia, pure possiamo appropriarci questo nome che gli altri Italiani da noi lo presero, ed ora a noi con buon dritto fila, senza escluderne gli altri Popoli che tra ‘l mare, e le alpi abitano.
Riandiamo le antiche storie, e rinveneremo, che l’antica Italia era nelle nostre regioni: Gli Enotri domiciati nella spiaggia Orientale dell’Italia dal mare Ionio fino al fiume Sele, da Italo loro re si denominarono Italiani: Ecco dunque questo nome è nostro proprio in origine, e da Romani fu esteso fin al fiume Arno, e Rubicone ed indi fino alle Alpi. Chi dunque ci potrà contrastare questo titolo, che in origine è nostro proprio, ed il resto dell’Italia non ci accuserà di un plaggio poichè non gli escludiamo, e potranno sempre che vogliono, con noi parteciparne. Se un conquistatore nella nostra età volle la regione dell’Alta Italia intitolarla Regno, Italico, a buon dritta apparterrà meglio a noi questo, titolo, che per origine fin dalla più remota antichità è nostro.
Nella diplomazia de’ secoli di mezzo col nome d’Italia si designava questa parte Meridionale poichè essendo quivi rimasti all’Impero Greco varj Ducati, e perduto da essi il resto dell’Italia, designarono particolarmente questi luoghi col nome d’Italia.
Ciò fu, che venuti ì Normanni nel XI. Secolo alla conquista di questi stessi luoghi meridionali, chiamati particolarmente Italia, avendo fondati de’ ducati, ed indi un Regno ben spesso s’intitolarono Duchi, e poi Re d’Italia. In fatti nell’ antico Archivio della Ss. Trnità della Cava esistono varj diplomi dell’anno 1130, e seguenti, ne’ quali si legge
Rogerius Dei gratia Siciliae, Italiae, et Calabriae Rex, Christianortnn adjutor, et Clypeus. Nella Cronica Pisana dell’anno 1136 si legge, fecerunt Pisani stolium mirabilern hominun multitudinem continentem, contra Rogerium Comitem, qui faciebat se vocari in tota terra sua Regem Italiae. E
questo stuolo mirabile di Pisani, ch’erano, del partito Gibellino, venne vinto, e dissipato come arene al vento dal nostro Re Ruggiero mediante il valore de’ nostri Nazionali. L’Ughellio tom. 9. Ital. sacr. rammmenta l’intitolazione di Ruggiero figlio di Roberto Guiscardo Dux Italiae, et Calabriae.
In tutti i tempi dunque questo nome d’Italiani particolarmente ci ha appartenuto, e i nostri primi Re di questo nome s’intitolarono; ed ora convien riprenderlo: Siamo dunque Italiani: il nostro stato è Italiano, ed il nostro Re, Re degli Italiani.
Un riguardo a non ingelosire le altre Potenze italiane, potrebbe forse far esitazione a riprender il nostro antico nome Nazionale, riguardo ben dovuto pel bene della pace, benché non si tema la guerra. Ma di che ingelosirsi facendo uso d’un nostro antichissimo nome, adottato nella fondazione della nostra Monarchia, e che non ha da se l’efficacia d’essere fecondo, e d’estendersi sopra alieni Dominj?
Nelle parole tecniche d’ogni scienza, d’ogni arte, ben spesso una stessa parola presa in genere ha un più esteso significato, presa in specie ha un significato più ristretto: così anche nella geografia per Italia in generale s’intende la regione tra le Alpi, ed il mare, e particolarmente per Italia vien significata la sua parte meridionale. Il primo dritto, che si legge aver esercitato l’uomo, fu quello di dar ad ogni essere il nome corrispondente al suo carattere. E qual nome mai può manifestare il carattere della nostra Nazione, se non quello d’Italiano? E chi potrà attentare a contrastarci il dritto di riprendere un nome, che in ogni conto ci appartiene?
M. MG

 

 

 

 

Fonte foto: dalla rete

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