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Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un ordine religioso cavalleresco di collazione legato alla Casa Reale dei Borbone delle Due Sicilie.
Tradizionalmente, le sue origini vengono fatte risalire all’imperatore romano Costantino I (274-337); nella battaglia contro Massenzio a Ponte Milvio al 312, la vittoria fu ottenuta grazie al favore divino della visione della croce in cielo con la scritta “In hoc signo vinces”, attuale motto de l’Ordine. È perciò considerato il più antico Ordine cavalleresco della cristianità. Il suo nucleo primitivo sarebbe stato formato da cinquanta cavalieri scelti per la guardia personale dell’Imperatore ai quali venne affidato il Labaro Imperiale. San Giorgio è il protettore dell’Ordine, dal 456, per lettera del Papa San Leone I Magno all’Imperatore Marciano, messo sotto la regola di San Basilio.
L’imperatore bizantino Isacco II Comneno (1156-1204), della dinastia degli Angeli nel 1190, organizzò l’Ordine ad imitazione degli ordini monastico militari sorti in oriente a seguito delle Crociate (Templari, Ospitalieri e Sepulchristi). Su ordine del Gran Maestro Alessio V Ducas Angelo Flavio Comneno (1140-1204), Imperatore d’Oriente, i Cavalieri Costantiniani parteciparono alla prima Crociata dal 1099. Nel 1209 l’Ordine partecipò alla Crociata Albigese, voluta dal Papa Innocenzo III, agli ordini del Gran Maestro Principe Alessio Andrea Angelo Flavio Comneno. L’Ordine rimase come dinastico nella Casata dei Comneni anche dopo la perdita del Trono bizantino nel 1453 a causa de l’invasione ottomana.

Una delle prime menzioni scritte di questo ordine è costituita dal breve apostolico Quod alias di Papa Giulio III, con cui il pontefice riconosceva la dignità di Gran Maestro dell’Ordine a Andrea Angelo Flavio Comneno, Principe de Tessaglia. La cronologia storicamente accertata dei Gran Maestri inizia pertanto da questi, morto nel 1580. Suo fratello Girolamo era stato co-Gran Maestro a partire dagli anni ’70 del XVI secolo fino alla sua morte, ma ad Andrea successe il nipote Pietro II dal 1580 fino alla morte nel 1592. Gli successe a sua volta il figlio maggiore Giovanni Andrea (1569-1630), alla cui morte il magistero passò al nipote Angelo (ancora minore d’età fino al 1634), morto nel 1678. Gli succedettero il fratello Marco, ma per poco, poiché morì l’anno dopo, ed in seguito un altro fratello, Girolamo, morto nel 1687, cui successe il fratello Giovanni Andrea, l’ultimo della famiglia, morto nel 1703. Sopravvisse loro una nipote di nome Laura, figlia di Girolamo, suora nel 1756. L’ultimo discendente del casato, Giovanni Andrea Angelo Flavio Comneno, Principe di Macedonia, Conte de Drivasto e Durazzo, nel 1698, concesse il Gran Magistero dell’ordine al Duca di Parma Francesco I Farnese e il contratto di cessione venne sancito dal breve papale Sincerae fidei di Papa Innocenzo XII e il Decreto del Imperatore Leopoldo I, nel 1699.

Gli statuti dell’ordine subirono una revisione nel 1706 e una conferma definitiva della cessione al Casato Farnense con bolla papale Militantis Ecclesiae di Papa Clemente XI del 1718. In quell’anno il Duca di Parma scelse come sede dell’Ordine la chiesa di Santa Maria della Steccata, da allora detta anche “chiesa magistrale”. Tale conferma papale, fu anche frutto della costituzione di un reparto militare che combatté in difesa della cristianità. Infatti a partire dal febbraio del 1717, venne creato il Reggimento Costantiniano, per dare supporto alle truppe della Repubblica di Venezia e del Sacro Romano Impero contro i Turchi in Dalmazia. Il Reggimento, comandato dal conte piacentino Federico dal Verme e da altri nobili, era composto da 8 compagnie, per un totale complessivo di circa 2000 uomini.

Nel 1727 all’ultimo discendente agnatico della dinastia dei Farnese, il Duca Antonio Farnese, succedette nel Gran Magistero dell’ordine, per scelta di quest’ultimo, l‘Infante di Spagna don Carlo di Borbone, figlio primogenito della nipote Elisabetta Farnese e di Filippo V, Re di Spagna; approvato con Bolla del 12 maggio 1738 dal Papa Clemente XII.
Nel 1734 Carlo diviene Re de Napoli e nel 1735 Re de Sicilia. Parma venne assegnata a l’Austria, e la sede e archivio dell’Ordine fu trasferita al Palazzo Reale di Napoli.
Asceso al Trono di Spagna con il nome di Carlo III, cedette al suo figlio terzogenito, l’Infante don Ferdinando, oltre al Regno delle Due Sicilie, il Gran Magistero costantiniano, trasmissibile ai figli maschi primogeniti (“primogeniti farnesiani”). Il trasferimento del Gran Magistero dell’Ordine costituì un atto separato, avvenuto dieci giorni dopo il passaggio del Trono di Napoli e Sicilia.
In seguito l’Ordine venne tramandato a tutti i successori sul Trono delle Due Sicilie ed ha continuato ad essere conferito fino ad oggi, nell’ambito del patrimonio dinastico della famiglia dei Borbone. Con l’unità d’Italia, la Casa di Borbone perse il Trono, ma conservò il Grande Magistero Costantiniano, anche lo stato italiano procedette alla confisca di tutti i beni materiali dell’Ordine. La Santa Sede, però, continuò a riconoscere il Gran Magistero nella Famiglia Reale. Pio IX, Leone XIII e Pio X avevano eccellenti rapporti con il Re Francesco II e il suo successore Alfonso, Conte di Caserta, che aveva un ambasciatore permanente preso la Santa Sede.
Nel 1913 L’Ordine venne chiamato dalla Santa Sede a partecipare all’organizzazione del XVI Centenario dell’editto di Costantino. Il Papa Pio X concesse ai cavalieri costantiniani di erigere una cappella dedicata a San Giorgio nella Basilica di Santa Croce a Via Flaminia, che venne consacrata il 25 maggio 1916. La Real Deputazione vi fa celebrare le proprie sante messe mensili, il solenne pontificale di San Giorgio, e la solenne liturgia eucaristica dell’Esaltazione della Santa Croce, festa dell’Ordine. Papa Benedetto XV, con breve apostolico Quum anno del 13 dicembre 1916, restituì all’Ordine la chiesa di Sant’Antonio Abate al Reclusorio, a Napoli, e, con placet del 29 luglio 1921, concesse il privilegio di considerare la cappella della villa del Gran Maestro a Cannes quale chiesa appartenente all’Ordine, con tutte le indulgenze, esenzioni e privilegi propri delle chiese costantiniane. Tra gli altri luoghi sacri in cui vengono celebrati, con regolarità, riti dell’Ordine Costantiniano si annoverano: la Chiesa della Santissima Trinità ed annesso Convento degli Eremitani di Sant’Agostino di Viterbo, la Basilica di Nostra Signora della Mercede di Barcellona, la Cattedrale di Barcellona e segnatamente la Cappella della Visitazione, la Chiesa Cattedrale Castrense di Madrid, Chiesa dell’Ascensione a Chiaia in Napoli, la Cattedrale di Nola in provincia di Napoli, la Chiesa di San Sepolcro a Milano, la Cattedrale di Lussemburgo, la Basilica della Santissima Annunziata di Firenze, la Basilica di Sant’Antonio di Padova, la Chiesa Castrense di Barcellona.

Come già riferito la festa più importante dell’Ordine è l’Esaltazione della Santa Croce il 13 settembre, dopo la festa della protettrice, la Vergine de Pompei il 8 maggio e quella del protettore, San Giorgio il 23 aprile.

Dopo la scomparsa dell’ultimo Sovrano delle Due Sicilie, Francesco II nel 1894, l’Ordine venne retto dal fratello Don Alfonso, Conte di Caserta (1841-1934), dopo al figlio primogenito Don Ferdinando Pio, Duca di Calabria (1869-1960),che nel 1934 promulgò a Cannes i nuovi statuti della Sacra Milizia. Alla sua scomparsa, la successione venne dalla discendenza di suo fratello Carlo Tancredi. Il figlio di quest’ultimo, Don Alfonso (1901-1964) Duca di Calabria e Infante di Spagna, assunse la primogenitura della Real Casa e il Gran Magistero costantiniano. Queste titolature vengono pure rivendicati dal Principe Ranieri, Duca di Castro (1883-1973), quintogenito del Conte di Caserta e la sua discendenza.

A Don Alfonso è succeduto nel 1964 suo figlio Don Carlo, Duca di Calabria, Conte di Caserta e Gran Maestro, nato nel 1938 dal suo matrimonio con la Principessa Alicia di Parma (1917-2017). Il Principe fu creato Infante di Spagna dal cugino, Re Juan Carlos I, con Regio Decreto 2412 datato 16 dicembre 1994, e partecipò alle grandi funzioni della Corte di Spagna fino alla sua scomparsa nel 2015. Nel 1965 sposò la principessa Anna di Francia (1938), figlia di Enrico d’Orléans Conte di Parigi, Capo della Casa Reale di Francia, e di Isabella d’Orléans-Braganza: si erano incontrati ad Atene nel 1962, in occasione delle nozze di Juan Carlos di Spagna con Sofia di Grecia. La copia ha avuto cinque figli, Cristina (1966), Maria (1967), Pietro (1968), Agnese (1971) e Vittoria (1976).

Il Gran Magistero Costantiniano è un ufficio ecclesiastico di erezione pontificia che non necessita dell’ordinazione sacerdotale: è stato sempre tenuto da un laico battezzato, anche coniugato. Viene trasmesso al figlio maschio primogenito del Gran Maestro defunto seguendo la cosiddetta linea di primogenitura farnesiana, o, mancando la discendenza diretta, al maschio per nascita più vicino al defunto, che diviene il nuovo primogenito farnesiano. Il principio della successione per primogenitura venne codificato nei vari statuti (del 1190 , del 1705, del 1934). In base a tale principio è succeduto a Sua Altezza Reale il Principe ed Infante di Spagna Don Carlo Maria di Borbone-Due Sicilie e di Borbone-Parma ed infine all’attuale XII Gran Maestro dell’ordine, Pietro Giovanni Maria Alessio Saturnino de Tutti i Santi di Borbone-Due Sicilie e Borbone-Orleans, Duca di Calabria e Primogenito Farnesiano, nell’anno 2015. Don Pietro dal 2014 successe al padre nel presiedere, come Gran Commendatore, lo spagnolo Ordine militare di Alcántara e, come Presidente, il Real Consiglio degli Ordini Militari (di Santiago, di Calatrava, di Alcántara e di Montesa), istituzione statale incaricata del funzionamento e della gestione dei ordini cavallereschi, per incarico personale del Re Don Filippo VI.
Pietro, Duca di Noto dalla nascita al 5 novembre 2015 (data della morte del padre) è Duca di Calabria, Conte di Caserta, XII Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio, del Reale e militare ordine di San Giorgio della Riunione, dell’Ordine di San Gennaro, del Reale ordine di San Ferdinando e del merito e del Reale ordine di Francesco I.
Ha sposato a Madrid, Donna Sofia de Landaluce y Melgarejo, figlia di José Manuel de Landaluce y Domínguez e di Blanca Melgarejo y González (nipote del V duca di San Fernando de Quiroga), dalla quale ha avuto sette figli:

• S. A. R. il principe d. Giacomo di Borbone-Due Sicilie, Gran Prefetto del Sacro Militare Ordine di San Giorgio, Gran Connestabile del Real Ordine Militare di San Giorgio della Riunione, e Duca di Noto dal 5 novembre 2015 (già Duca di Capua dall’11 maggio 2015), nato il 26 giugno 1993;
• S. A. R. il principe d. Giovanni di Borbone-Due Sicilie (nato il 18 aprile 2003);
• S. A. R. il principe d. Paolo di Borbone-Due Sicilie (nato il 26 giugno 2004);
• S. A. R. il principe d. Pietro di Borbone-Due Sicilie (nato il 3 gennaio 2007);
• S. A. R. la principessa dn. Sofia di Borbone-Due Sicilie (nato il 12 novembre 2008);
• S. A. R. la principessa dn. Bianca di Borbone-Due Sicilie (nata il 7 aprile 2011);
• S. A. R. la principessa dn. Maria di Borbone-Due-Sicilie (nata il 21 aprile 2015, Filippo VI è il suo padrino di battesimo) .

Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio è un Ordine Cavalleresco-Religioso militante, che comprende Cavalieri, Dame ed Ecclesiastici. Non si chiede di entrare a fare parte dell’Ordine, ma si è invitati a farne parte; quindi, la ricezione in esso avviene esclusivamente per cooptazione. Questa pratica comporta tempo ed una profonda conoscenza di colui che è candidato a partecipare alla Sacra Milizia Costantiniana, che deve essere Cattolico, concretamente praticante sia nello spirito sia nelle azioni, aver dato prova di umiltà ed aver partecipato alle attività dell’Ordine, senza nulla chiedere in cambio. Tuttavia, il partecipare alle attività della Sacra Milizia non comporta l’automatico invito a farne parte. In virtù del carattere militante dell’Ordine, colui che vi accede assume l’impegno di sostenere costantemente le attività della Sacra Milizia. I Cavalieri e le Dame Costantiniane devono, quindi, tendere a vivere da perfetti Cavalieri Cattolici, secondo i precetti della “Tuitio fidei et obsequium pauperum”. La struttura dell’Ordine, con le sue varie decorazioni, non incentiva, nel Cavaliere, lo spirito emulativo nei confronti di chi, in Esso, ricopre una diversa posizione, poiché, nell’Ordine, si è tutti uguali e Confratelli, pur appartenendo a categorie diverse. Lo stesso lavoro effettuato, nel sostenere le attività dell’Ordine, non comporta alcun cambiamento di titolo, ma un preciso dovere di tutti gli appartenenti alla Sacra Milizia.

Cappella di San Michele col labaro del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, Basilica de la Mare de Deu de la Mercè i Sant Miquel Arcangel, Barcellona. Foto di Angelo D’Ambra

Gli aderenti assumono l’impegno a sostenere concretamente le attività e a vivere secondo i precetti della Regola di San Basilio, dell’assistenza al povero e della Difesa della Fede Cattolica, Apostolica, Romana. L’ordine si compone di cavalieri (di Giustizia, Jure Sanguinis, di Merito e d’Ufficio), di dame e di ecclesiastici. Con gli statuti del 19 settembre 1988, dati in Madrid, furono introdotte le categorie di Onore, associate a tutte le altre categorie preesistenti (Giustizia, Jure Sanguinis, Merito, Ufficio) ed ai rispettivi gradi. Tale categoria viene concessa ai Cristiani non in comunione con la Religione Cattolica Apostolica Romana. Di fatto la categoria d’Onore è concessa raramente ed in situazioni speciali.
Appartengono all’Ordine molte personalità de tutti ambiti: Cardinali di S.R.C., numerosi monarchi regnanti o di case ex regnanti, gran parte dell’aristocrazia cristiana europea, alte cariche, diplomatici, insigni esponenti della vita civile e militare europea ed extra-europea. La lunghissima storia dell’Ordine rende proibitivo fornire un elenco esaustivo degli insigniti. Nel seguito sono indicati alcuni tra i membri più noti di epoca recente: Don Juan Carlos I, Re di Spagna, Costantino II, Re degli Elleni (d’Onore), Simeone II, Tsar dei Bulgari, Alessandro, Principe Ereditario della Corona di Jugoslavia; Pilar di Borbone, Infanta di Spagna e Duchessa di Badajoz; Margherita di Borbone, Infanta di Spagna e Duchessa di Soria ed Hernani, Cardinali Castrillón Hoyos, Prefetto Emerito della Congregazione per il Clero, Cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto Emerito della Congregazione per i Vescovi, Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, Cardinale Gilberto Agustoni, Prefetto Emerito del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Arcivescovo Metropolita di Valencia, Cardinale Giovanni Cheli, Presidente della Pontificia Commissione dei Migranti e degli Itineranti, Cardinale Conte Christoph von Schonborn-Buccheim, Arcivescovo di Vienna, Cardinale Carlos Osoro, Arcibescovo di Madrid, Don Carlos Fitz-James Stuart y Martínez de Irujo, Duca di Alba de Tormes e Berwick, Grande di Spagna, Arciduchi Simeone, Istvan, Josef Arpad e Karl Peter d’Austria, Principi d’Ungheria e Boemia, Infante Dom Miguel de Bragança, Duca di Viseu, Principe Carlo Emanuele di Borbone-Parma, Federico Guglielmo, già Principe di Hohenzollern, Eduard, Duca di Anhalt, Albert, Principe di Thurn und Taxis, Enrico, Principe Ereditario di Fürstemberg, Duca di Pastrana, Duca di Hornachuelos, Duca e Principe di Bauffremont, Duca di Bailén, Duca di Vargas Machuca, Duca di Pescolanciano, Principe Paternó, Frà Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Lungotenente del Sovrano Militare Ordine di Malta.

L’Ordine ha una grande presenza in numerosi paesi. Ci sono Reale Commissioni in Austria, Belgio, Brasile, Estati Uniti, Francia, Italia, Liechtenstein. Lussemburgo, Regno Unito, Spagna e Portogallo.
L’Italia ci sonno le Delegazioni di: Abruzzo e Molise, Liguria e Piamonte, Marche e Romagna ,Napoli e Campania, Puglie, Roma e Città del Vaticano, Sicilia Occidentale, Sicilia Orientale, Toscana, Triveneto, Tuscia e Sabina.

 

Autore: Dativo Salvia y Ocaña, Vicedelegato del SMOC in Catalogna, Cavaliere di Merito

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia:
BEECHE, Arturo, y MCINTOSH, David. Royal Exiles in Cannes. The Bourbons of Two Sicilies of the Villa Maria-Thèrèse. Ed. Eurohistory, East Richmond, USA 2015.
MARINI DETTINA, Alfonso. Il legitimo essercizio del Gran Magisterio del SMO Costantiniano de San Giorgio. Librería Editrice Vaticana. Citta del Vaticano 2003.
SACCARELLO, Roberto. Gli Ordini Cavallereschi della Real Casa di Borbone delle Due Sicilie. Ed. Ente Fiera di Vicenza, Vicenza 2006.
SACCARELLO, Roberto. Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio. Ed. Araldiche, Viterbo 2008.
STAIR SAINTY, Guy. The Orders of Chivalry and Merit of the Bourbon Two Sicilies Dinasty. Ed. Sacra y Militar Orden Constantiniana de San Jorge, Madrid 1989.
VILLAREAL DE ALAVA, Marqués de. La Maison Royale des Deux Siciles, l’Ordre Constantinien de Saint Georges et l’Ordre de Saint Janvier. Ed. Altamira, Madrid 1964.

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3 commenti

  1. Antonino Di Raimondo

    Ho trovato molto interessanti le notizie fornite; da molto tempo ho desiderato conoscere l’origine del “SMOC” e quelle acquisite oggi sono state molto esaurienti e storicamente giustificate. Grazie!
    Gr. Uff.le OESSH prof. Antonino Di Raimondo

  2. Murolo Brunella

    ottimo ed esauriente per chi vuole conoscere storia e tradizioni del Regno delle Due Sicilie

  3. Ma come riconoscere lo SMOC di Madrid, da quello di Napoli? Vista la diatriba familiare?

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