Un gentiluomo del Settecento

Una singolare pagina di Nicomede Bianchi, medico e patriota, si sofferma sui costumi dei nobili del secolo andato, il Settecento, epoca che, accanto alle idee di rinnovamento, vide trionfare l’effimero di gusti galanti e frivoli. Apparvero al petto gale bianche a forma di lattughe e profumi d’arancio. La descrizione di Bianchi, pungente e arguta, mette alla berlina la superficialità salottiera di un gentiluomo del Settecento ma l’autore ammette: appariremo anche noi ridicoli a chi ci seguirà?

***

Un gentiluomo non si faceva mai la barba da sé. Il barbiere, per radergliela, aspettava che uscisse dal letto. Il vestirsi non era affatto sbrigativo. Tanti erano i pezzi e gli attaccagnoli, che ai più lesti abbisognavano almeno tre quarti d’ora. Il parrucchiere dava ai capelli le fogge richieste dalla moda. I vagheggini facevano pompa del crine artificiato in anella scendenti sulle spalle e sul petto, cosparse di olii odorosi e di cipria. Portar coda, ricci e ciuffo era d’uso comune. Non tutti potevano portar ugual giro di ricci, e gli operai non ne potevano portare di alcuna sorta. I cappelli di seta o di feltro erano triangolari e spesso ornati di galloni d’oro e d’argento. A non guastare l’architettata acconciatura del capo, si portava il cappello sotto il braccio. Agli abiti di panno o di velluto, assai costosi, si aggiungevano giubbe della stessa stoffa o di seta, secondoché correva la stagione, ricamate d’oro o d’argento, lunghe al punto da giungere al ginocchio. Dal collo fino all’estremità degli abiti o delle giubbe correvano bottoni di madreperla o d’acciaio, grandissimi nei primi, più piccoli nelle seconde. Il colletto era bianco a più pieghe, e si allacciava con fibbia dietro il collo. Si portavano manichini, e al petto grandi lattughe. I calzoni erano corti, ornati di galloni d’oro o d’argento sotto le ginocchia. Le calzette erano bianche. Fibbie d’oro o d’argento tenevano fisso il cinturino dei calzoni. Le scarpette avevano fibbie e alte calcagna. Nell’inverno, gran mantello di panno bianco o di saia verde, foderato di pelliccia. In mano si portava una canna con pomo d’oro o d’argento; al fianco una spadicella; nei taschetti due oriuoli economici a doppia cassa con catena a gingilli, due scatole per il tabacco l’astuccio per la boccettina d’acqua nanfa; altro astuccio per le pastecche odorate, altro astuccio di madreperla per le forbici, ed altro ancora per gli strappa peli e gli stuzzicadenti. Chi oggi potesse imbattersi in una brigata di gente così vestita, la crederebbe una mascherata. Ma forse che le nostre mode di vestire non torneranno per avventura strane o ridicole a coloro che, trascorse alcune centinaia di anni, verranno ad abitare i nostri focolari?

 

historiaregni

Historia Regni è un portale telematico dedicato alla storia, anzitutto quella italiana. Nasce su iniziativa di Angelo D’Ambra, è senza scopo di lucro e si avvale di collaborazioni gratuite. Le foto presenti sono state, in parte, prese da internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo al nostro indirizzo email info@historiaregni.it e si provvederà alla rimozione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *