Una lapide a Nocera Superiore in ricordo dell’eruzione del 1631

Nocera Superiore, il cui perimetro urbano comprende gran parte dell’antica Nuceria Alfaterna, è celebre per il Battistero paleocristiano di Santa Maria Maggiore, noto come la Rotonda.

Il Battistero è stato meta di illustri visitatori a partire dal Grand Tour e fino agli anni ’60 del secolo scorso, quando fu visitato dal re di Svezia Gustavo Adolfo VI, valente studioso di archeologia.

Fin dal periodo borbonico ci sono state importanti ritrovamenti archeologici a Nocera.

Negli anni in cui Bernardo Quaranta (1796-1867) era direttore dell’allora Museo Borbonico, furono ritrovati due vasi di epoca romana, perfettamente conservati, attualmente ancora custoditi presso il Museo Nazionale di Napoli.

Ma la vera “rinascita” di Nuceria Alfaterna è avvenuta nel secolo scorso grazie agli studi dei fratelli Fresa scopritori dell’anfiteatro di Grotti e agli scavi diretti da Werner Johannowsky che hanno riportato alla luce il teatro di Pareti risalente al periodo ellenistico e più recentemente, negli anni ’90, la necropoli romana (II a. C. – II d. C.) sita in località Pizzone.

Non mancano naturalmente testimonianze di epoche successive. Una delle più significative riguarda l’eruzione vesuviana del 1631.

Quando si parla del Vesuvio e delle sue eruzioni il pensiero di tutti corre al 24 agosto del 79 d.C. quando il Vesevo fu Sterminator e distrusse Pompei, Ercolano, Stabia e Oplonti.

Ma anche l’eruzione del 1631, avvenuta dopo oltre un secolo di inattività, ebbe una grande eco. Durò circa un mese dal 16 dicembre fino al 3 gennaio, quando secondo la tradizione fu fermata da una processione di intercessione con le reliquie di San Gennaro.

Passeggiando nella frazione di Uscioli di Nocera Superiore si può viaggiare nel tempo e rivivere quei giorni tanto lontani quanto terribili, basta leggere un’iscrizione apposta su un antico palazzo.

ADì 16 DIE DECEMBI OU MAREDI A 16 HORE ANO

1631 S’ACCESE LA VORAGENE DENTRO LA MONTAGNA

D’ SOMMA DETTO MONTE VESSUVIO ONDE VSCì ACQVA

FVOCO PIOVIO ARENA CENNERA PIETRE RAPILIA

Meno famosa della lapide fatta murare a Portici dall’allora viceré spagnolo Manuel de Acevedo y Zúñiga, che invita i posteri a mettersi in salvo non appena dovessero sentire rumoreggiare “la montagna”. Ma altrettanto importante è la lapide nocerina perché ci ricorda il motivo per cui Nocera Superiore come tutti i comuni dell’Agro, Cava dei Tirreni e Mercato San Severino sono, uniche tra le città della provincia di Salerno, nella zona gialla in caso di nuova eruzione, mentre Scafati è già nella zona rossa.

Nel periodo difficile che stiamo vivendo, è giusto ricordare che il XVII secolo fu molto travagliato per le frequenti catastrofi naturali. I nostri avi hanno dovuto sopportare e superare l’eruzione nel ’31, la peste nel ’56, il terremoto del Sannio nel 1688 e quello che devastò l’Irpinia e la Basilicata nel 1694, senza dimenticare la celeberrima rivolta di Masaniello nel 1647.

Eppure noi siamo qui perché loro ce l’hanno fatta a superare tutte queste avversità!

Autore articolo e foto: Vincenzo D’Amico

 

 

 

Vincenzo d’Amico, editore, bibliofilo, studioso di giornali napoletani di fine Ottocento

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