La Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Napoli

La Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio è la più giovane basilica di Napoli. Stupenda, troneggia su Capodimonte presenziando all’ingresso delle Catacombe di San Gennaro.

Fu voluta dalla Serva di Dio Maria di Gesù Landi, fondatrice delle “Suore Ancelle della Chiesa” e committente del quadro miracoloso della Madonna del Buon Consiglio. Il dipinto, opera del pittore napoletano Raffaele Spanò, fu al centro di due eventi prodigiosi: il primo avvenne nel 1884 quando un’epidemia di colera si arrestò appena Maria di Gesù Landi espose il dipinto; il secondo si ebbe nel 1906 con una nuova miracolosa esposizione del dipinto che placò un’eruzione.

Il riconoscimento da parte della Chiesa dei miracoli e la devozione popolare al culto della Madonna del Buon Consiglio determinarono quindi la necessità di costruire una struttura sacra che accogliesse la folla crescente di pellegrini. Col lavoro dell’architetto Vincenzo Veccia, nacque così questa basilica in cui è evidente l’influenza del modello della Basilica di San Pietro a Roma e ciò l’è valso il nome di “Piccola San Pietro”.

Il dipinto, che nel 1912 ha ottenuto l’incoronazione da Papa Pio X, dal giorno della consacrazione della Chiesa, nel 1960, è presente sull’altare.

All’interno vi si trovano opere provenienti da altre chiese napoletane demolite o chiuse. Come le otto statue raffiguranti gli apostoli poste sul settecentesco altare maggiore, sei delle quali sono opera di Michelangelo Naccherino, mentre le rimanenti due sono opere di Pietro Bernini e Francesco Cassano, in passato collocate nella scomparsa Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini.

Sulla controfacciata sono presenti “L’incoronazione della Vergine” di Giovanni Battista Beinaschi, proveniente dalla Chiesa di Santa Maria delle Grazie a Caponapoli, al centro, a sinistra la “Natività” di Giovanni Balducci, a destra la “Deposizione” di Marco Pino. Nelle cappelle e nelle navate laterali sono visibili importanti quadri come “Sant’Antonio” di Carlo Sellitto, proveniente dalla demolita Chiesa di San Nicola alla Dogana, “Santa Maria Maddalena” della scuola di Andrea Vaccaro, “L’estasi di San Nicola” di Giuseppe Simonelli, proveniente dalla Chiesa di San Nicola dei Caserti, una Vergine attorniata da apostoli della scuola di Fabrizio Santafede.

Vi si trovano poi i sepolcri dei cardinali Alessio Ascalesi, Corrado Ursi e Michele Giordano, nonchè quello della Serva di Dio Maria di Gesù Landi. Vi si trovano altresì le tombe della Duchessa d’Aosta, Anna d’Orleans, moglie di Amedeo di Savoia-Aosta, morta a Sorrento nel 1986, e quella della sua suocera, Elena d’Orleans, Duchessa d’Aosta, moglie di Emanuele Filiberto di Savoia-Aosta, morta a Castellammare di Stabia nel 1951.

 

Proprio ad Elena d’Orleans è dovuta la fontana che si trova all’esterno della Basilica. L’opera risale al 1939 e fu un dono della duchessa alla città che tanto amava. La fontana è caratterizzata da cinque bocche di leone dalle quali sgorga l’acqua. La struttura è divisa da pilastri e archi laterali; sotto il riquadro centrale vi è uno stemma che mostra un sonetto di San Francesco, seguito dalla frase “Donata da Elena Duchessa d’Aosta”.

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

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