La mutilazione di Giustinano II Rinotmeto

La mutilazione fu una punizione comune nell’Impero Romano d’Oriente, specialmente per coloro che avevano complottato contro l’imperatore o tentato di usurparne il trono. Innumerevoli furono coloro che pagarono trame e sotterfugi con occhi, lingua, naso o genitali, anche perché queste punizioni erano viste come un gesto di magnanimità dell’Imperatore che permetteva loro di vivere, pur senza una parte del proprio corpo.

Questa misura punitiva era accompagnata dall’idea che nessun uomo sfigurato potesse assumere il ruolo di imperatore. Questa figura, speculare in terra a quella di Dio in cielo, doveva per forza di cose essere perfetta nelle forme. “Invece di sopprimerli i bizantini preferivano infliggere gravi mutilazioni ai pretendenti al trono che uscivano perdenti dalle lotte per la successione dinastica. Si trattava di un’usanza che sembrava derivare dalle influenze orientali e persiani, territori in cui le mutilazioni erano all’ordine del giorno per ogni tipologia di mancanza. Questi sfortunati e possibili usurpatori venivano in tal modo resi inabili a cingere una corona senza che vi fosse la necessità di giustiziarli” (F. E. Perozziello, Medicina Amore e Morte a Bisanzio). Un uomo mutilato non sarebbe mai stato idoneo al trono. Questa fu la causa della mutilazione di Giustiniano II.

Questi divenne imperatore all’età di 16 anni, dopo la morte di suo padre Costantino IV, nel 685. Finito al centro di una grande ribellione guidata dal generale Leonzio, nel 695, Giustiniano fu detronizzato e, nel tentativo di impedirgli di tornare al potere, il suo volto fu deturpato dall’amputazione del naso. Leonzio lo trascinò nell’Ippodromo, davanti al popolo, tra le grida di chi ne chiedeva la morte. La vita gli fu sì risparmiata, ma, sguainata la spada, Leonzio gli tagliò il naso. Ciò gli valse l’appellativo di “rhinometus”, il “senza naso”. Questa misura avrebbe escluso definitivamente ogni possibilità, per lui, di riprendere il potere.

Deposto, Giustinano II Rinotmeto trascorse diversi anni in esilio a Cherson, senza però rinunciare alle sue pretese al trono. Così, nel 688, mentre Tiberio Apsimaro, ammiraglio della flotta, a Costantinopoli spodestava Leonzio, il “senza naso” fuggì presso i Kazari e, nel 705, dieci anni dopo la sua detronizzazione, marciò su Costantinopoli con un esercito di 15.000 cavalieri bulgari.

Dopo tre giorni di negoziati falliti con i cittadini della grande città per aprire le porte, Giustinano II Rinotmeto usò astutamente un acquedotto abbandonato per intrufolarsi di notte. Con questo stratagemma, decisamente ricorrente nella storia bizantina, prima dell’alba riuscì a conquistare il pieno controllo della città. Dopo essere stato ufficialmente riconosciuto come imperatore ancora una volta, nonostante avesse il naso tagliato, Giustiniano II fu incoronato indossando una protesi nasale d’oro, Leonzio e Tiberio, non furono graziati con la mutilazione, il “senza naso” pensò bene di farli ammazzare.

Autore articolo: Angelo D’Ambra

 

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