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Il nipote di Bakunin

Giorgio Amendola, tra i protagonisti della Resistenza, traccia in queste poche righe dell’autobiografico “Una scelta di vita” un breve profilo di Renato Caccioppoli, illustre matematico e accademico napoletano, nato dal chirurgo Giuseppe Caccioppoli e da Sofia Bakunina, figlia del rivoluzionario russo Michail Bakunin.

***

 

Veniva a trovarci quasi ogni giorno Renato Caccioppoli, già da anni conosciuto a Capri. Fragile di salute, nervoso, suscettibile, il nipote del leggendario anarchico Bakunin, era già ammirato per le sue doti di pianista e per l’eccezionale intelligenza nella matematica. Non potevo allora pensare che avrei un giorno alloggiato in casa sua, a Palazzo Cellammare, durante la campagna del referendum istituzionale, e che mi sarei rifugiato nella casa di sua madre, a Monte di Dio, la sera del 9 giugno, con i vestiti lacerati per la colluttazione avuta con gli agenti della Military Police, che mi volevano arrestare nelle ore drammatiche dell’assalto monarchico alla Federazione comunista di via Medina a Napoli.

Nella collezione Les vies des hommes illustres, dell’editore Gallimard, era apparsa una biografia del nonno, nella quale veniva indicato che le due sorelle Bakunin, nate a Napoli nell’ultima permanenza italiana del rivoluzionario russo, non erano in realtà figlie sue, ma di un anarchico napoletano. Le sorelle Bakunin vollero impedire la circolazione di questo libro. Mentre un avvocato francese veniva incaricato di fare causa all’editore, tutte le copie pervenuto nella nostra libreria (cinque o dieci) furono acquistate dalla famiglia, e inoltre io fui incaricato di fare il giro delle poche librerie napoletane che si rifornivano di libri francesi, per comperare le copie già arrivate e per convincere i colleghi a non richiederne altre. Naturalmente la notizia, proprio per questa inceta, fece ancora più chiasso, con grande divertimento di Renato, che della sua ascendenza dichiarava di infischiarsene. Non so se quell’episodio appaia confermato dagli ultimi studi sulla vita di Bakunin. Proprio il carattere di Renato starebbe a provare, a mio avviso, la inconsistenza di quel discorso. Egli sembrava, infatti, l’incarnazione di un personaggio di Dostoievski. Il suo suicidio chiuderà, nel 1959, la vita tormentata di un uomo troppo intelligente, ma anche troppo sensibile, e come indifeso di fronte alle durezze e alle brutture della vita.

 

 

Fonte foto: dalla rete

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Uno commento

  1. Gabriele Guerriero

    Potrei avere la referenza della biografia di Bakunin

    Les vies des hommes illustres, dell’editore Gallimard

    Grazie

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