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Memorie della Grande Guerra: la Croce Rossa

La mobilitzione della Croce Rossa Italiana nel corso della Grande Guerra fu davvero imponente. Furono allestiti sessanta posti di soccorso nelle stazioni ferroviarie, ventri treni ospedale, sessantacinque ospedali di guerra, trenta ambulanze da montagna, una fluviale ed una lagunare, poi quindici sezioni automobili con duecentoventi ambulanze operative in zona di guerra, quattro sezioni snita operative in prima linea, tre ospedali mobili chirurgici, tre ospedali di tappa, una sezione stomatologica, sei ambulanze radioligiche ed una ambulanza elettrovibratore con mezzi per la ricerca di schegge e proiettili. Vennero mobilitati poi 2539 medici e 318 farmacisti.

Tra gli ufficiali della Croce Rossa spiccò l’ispettore medico di I classe Giuseppe Tusini, già docente di chirurgia all’Università di Modena. Aveva quarantanove anni e poteva quindi essere dispensato dall’andare al fronte, ma preferì rinunciare all’incarico di consulente chirurgo degli ospedali di riserva della Quarta Armata per finire nel cuore del teatro di guerra, ispettore sanitario degli ospedali della CRI assegnati alla Terza Armata e capo dell’ufficio di Sanità militare di Intendenza per il secondo gruppo ospedaliero con sede a San Giorgio di Nogaro. Organizzò corsi di medicina e chirurgia, istituì una vera e propria Scuola Medica da Campo, nota come Università Castrense, e con essa svolse due corsi e laureò 1200 medici, 150 dei quali caddero nel corso del conflitto.

Non mancarono poi presenze femminili. Prima della guerra le donne eran solo otto arrualate con Luisa Ancona e Maria Montessori, arrivarono a sedici nel 1915 ed a ventiquattro l’anno seguente, tutte col grado di sottotenente, se laureate da meno di cinque anni, tenente, oltre i cinque anni, e capitano, oltre i quindici. Tra esse si distinse Filomena Corvini, di Chieti.

La dottoressa Corvini si arruolò nel servizio negli ospedali territoriali dopo la morte del fratello Luigi, il 24 luglio del 1915. La sua domanda fu accolta nell’ottobre del 1916 ed a novembre i giornali la presentarono  come la prima “medichessa” italiana al fronte. Ne parlò anche il Times. Alla fine del conflitto s’era guadagnata una medaglia di bronzo al valor militare con questa motivazione: “Con elevato spirito di patriottismo ed ammirevole senso di altruismo e di abnegazione, partecipò volontariamente alla guerra quale dottoressa assimilata al grado di tenente medico. In tale qualità oltre che dimostrare capacità tecnica, spiccate attitudini professionali ed elevate qualità di carttere, diede costante prova di sprezzo del pericolo e di valore. Si distinse specialmente nel dirigere, con serena calma e coraggio, lo sgombero di un ospedaletto da campo sotto l’infuriare del fuoco nemico, e continuando un’operazione chirurgica, mentre scoppiava una granata che fece nuovi feriti nella sala di medicazione”.

Con la guerra scese in campo anche il Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa, circa quattromila donne che divennero quasi novemila alla fine del conflitto, guidate dalla duchessa d’Aosta, Elena d’Orleans, moglie di Emanuele Filiberto di Savoia. Le infermiere curavano malati di tubercolosi, colera, tifo, tetano, scarlattina. Una di esse, Daniela Stella di Genova, fu premiata con la medaglia d’argento “per aver donato lembi della sua pelle per innestarli ad un soldato ferito gravemente”. Elena d’Aosta fu Ispettrice Generale, fissando norme e disciplina, lavorando sotto i bombardamenti, visitando continuamente gli ospedali al fronte, tranquillizzando i feriti e le infermiere.

 

 

 

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: R. Raja, La Grande Guerra giorno per giorno; A. Sema, La grande Guerra; J. R. Schindler, Isonzo. Il massacro dimenticato della Grande Guerra

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3 commenti

  1. Bella l’immagine della infermiera Samaritana, con abito grigio e velo nero, impegnata nel posto di ristoro della stazione.

  2. Per la parte sulle dottoresse quale è la fonte?

    • Possiamo consigliarle il volume di Bruna Bertolo, Donne nella prima guerra mondiale, nonché i volumi La mobilitazione femminile nella Grande Guerra

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