Beatrice de Bobadilla

Nipote della Marchesa de Moya consigliera di Isabella la Cattolica, Beatrice de Bobadilla ebbe fama di donna tanto bella quanto crudele. Una cattiva nomea che non tacque inopportuni commenti sessuali e giunse sino in Italia, abbeverando la penna di Baldassarre Castiglione.

Nata intorno al 1440 a Medina del Campo, figlia di Juan Fernandez de Bobadilla, capo cacciatore dei Re Cattolici, e di Leonor Osorio de Ayala, dama di Eleonora d’Alburquerque. Sua zia la introdusse a corte, ma subito se ne pentì. La giovinezza, l’estro e la sensualità di Beatrice destarono scalpore e le guadagnarono il soprannome di “la cacciatrice”. Il Castiglione riferisce che sul portone di casa sua ci fossero incisi cervi, caproni, stambecchi ed altre bestie, “trofei di quei bestioni che la Bobadilla si mette tutti i giorni nel carniere”.

Quando si conquistò pure le attenzioni del re, Isabella la Cattolica iniziò a tenerla in odio sino a spedirla in esilio nelle lontane Isole Canarie ed a farle prendere in marito Hernan Peraza, signore di La Gomera, caduto in disgrazia per l’omicidio di Juan Rejon, conquistatore dell’arcipelago.

Dal matrimonio nacquero due figli, Guillen Peraza de Ayala, primo conte di La Gomera, e Ines de Herrera y Ayala, che sposò Pedro Fernandez de Lugo, secondo adelantado delle Canarie. Peraza, però, nel 1488, finì giustiziato dai suoi sudditi per soprusi e vessazioni intollerabili. Beatrice, assediata nella Torre di San Sebastian, chiese l’aiuto di Pedro de Vera, governatore di Gran Canaria, che giunse a salvarla.

Carica d’odio, la donna assunse il governo di La Gomera per conto del figlio e passò immediatamente a pianificare una tremenda vendetta verso gli isolani. Tutti i sudditi al di sopra dei quindici anni, radunati con l’inganno, furono catturati e impalati o gettati a mare, i bambini e le donne invece furono venduti come schiavi. Ferdinando il Cattolico condannò l’accaduto, il vescovo fra Miguel López de la Serna restò sconvolto e Beatrice dovette pagare la liberazione dei sudditi venduti.

Intanto, rimasta sola, si occupò della conquista dell’isola di Tenerife, finanziando le spedizioni e fornendo vettovagliamento alle truppe di Alonso Fernandez de Lugo, che poi sposò. La si ricorda pure per aver fornito ospitalità a Cristoforo Colombo, nel 1941 e nel 1943, cosa che alimentò le voci di una relazione amorosa tra i due.

Con Alonso Fernandez de Lugo continuò a governare con brutalità, tanto che Isabella la Cattolica la convocò a Valladolid, sul finire del 1504. L’incontro non si tenne mai perchè Beatrice fu rinvenuta morta avvelenata a Medina del Campo.

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: F. Fernandez Armesto, Las Islas Canarias después de la Conquista

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