Congregazioni pulsanesi a Piacenza ed in Toscana

Pulsano è sicuramente uno dei luoghi più suggestivi, spettacolari del territorio pugliese. L’area di Pulsano, che si distende su una vasta area rocciosa, a ridosso del golfo di Manfredonia, è stata segnata per sempre dall’azione di un personaggio  straordinario, San Giovanni da Matera, fondatore della congregazione degli eremiti pulsanesi. Questa congregazione è una delle pochissime, che nel periodo medievale potesse vantare fondazioni sia a sud che a nord di Roma. Il fascino che il duro eremitismo propugnato da Giovanni esercitò anche nel nord Italia fu profondo. In questo articolo diamo alcuni cenni su alcune fondazioni stabilite dalla congregazione a Piacenza e in Toscana.

Durante il governo dell’abate Giordano (originario di Monteverde, in provincia di Avellino), successore di San Giovanni da Matera, la congregazione pulsanese ebbe la possibilità di stabilire una fondazione nel territorio di Piacenza. Fu il vescovo di questa città, Arduino, a richiederla espressamente nel 1142.

Ricevuta la richiesta, Giordano incaricò i monaci Pietro e Sasso di recarsi a Piacenza per valutare la questione. Questi giunsero nella città agli inizi del 1143 e rimasero molto contenti per l’offerta. Pertanto il successivo 8 febbraio il vescovo, con atto notarile, concesse all’abate di Pulsano la chiesa del S. Salvatore,  con i relativi beni, sita fuori le mura della città, nella contrada Quartazzola, nei pressi del fiume Trebbia. Presso la chiesa vi era un ponte, particolarmente importante, perché si trovava lungo il tragitto che portava a Roma.

In cambio della donazione i pulsanesi avrebbero dovuto rifabbricare il ponte e curarne la manutenzione. Col tempo i pulsanesi, stabilitisi a Piacenza, avrebbero ricevuto dai locali numerose donazioni, che consentirono loro di riedificare la chiesa e di costruirvi vicino un grande monastero. La fondazione di Piacenza fu la prima tenuta dai pulsanesi nel nord Italia.

Il radicamento della congregazione fu molto forte in Toscana. Nel 1156 i pulsanesi, governati dall’abate Gioele, di Monte Sant’Angelo, presero possesso della chiesa di San Michele di Guamo, a cinque chilometri da Lucca, sulla via pisana, alle falde del monte San Giuliano. Il primo priore fu un certo Vitale, che costruì la nuova chiesa, tuttora esistente, e un monastero.

In quel periodo i pulsanesi si stabilirono anche nel monastero e nella chiesa di Santa Maria Intemerata di Fabroro, fuori Firenze, a circa due miglia ad occidente di Bagno a Ripoli, presso il fiume Ema. Non molto distante venne stabilito anche un monastero delle monche pulsanesi. Queste nel 1339, dopo avere acquistato delle case a Firenze, in via San Gallo, vi avrebbero trasferito il monastero, dando alla nuova chiesa il titolo di Santa Maria ad Nives. Osserviamo che in quel tempo le due famiglie religiose di Pulsano venivano indicate con i nomi di Scalzi e Scalze.

Contemporaneamente alle fondazioni di Lucca e di Firenze i pulsanesi vennero invitati dal vescovo di Pisa ad insediarsi in una chiesa, fuori le mura della città, presso l’Arno, in località Orticaria. La chiesa, prontamente ricostruita dai religiosi, è tuttora esistente. Una donna di santa vita, la beata Bona, fu particolarmente devota dei pulsanesi di Pisa. Con l’aiuto degli stessi la pia donna avrebbe fondato un monastero. Queste fondazioni, sulle quali si conservano numerose altre notizie, erano ovviamente soggette all’abate di Pulsano.

Tra le altre fondazioni della congregazione nel centro-nord Italia segnaliamo quelle di Vallebona, Luni, Sulmona, Bagnoregio, Orvieto, Roma.

 

 

Autore articolo: Edoardo Spagnuolo
Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: L’articolo è tratto da “Lo Scudo e la Spada” n. 11, marzo 2022 dove è presente col titolo “Fondazioni piacentine e toscane degli eremiti del Gargano. Note sulla congregazione pulsanese”

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