Il tragico bombardamento di Bari

Il 2 dicembre del 1943 una formazione di 105 velivoli della Luftwaffe bombardò il naviglio alleato attraccato nel porto di Bari.

Un episodio drammatico segnato da un migliaio di morti e da tragiche ripercussioni. Furono colpite una trentina di navi alleate e, tra di esse, la statunitense “Jhon Harvey”, carica di 91 tonnellate di iprite, un gas velenoso proibito dalle convenzioni internazionali, confezionato in 2000 bombe. Di questo carico nessuno sapeva nulla.

A Bari il sole era da poco tramontato, alle ore 19.25 suonarono le sirene, poi un rombo d’aerei e le prime esplosioni. I tedeschi attaccavano decine di navi da carico alleate che scaricavano i rifornimenti a pieno ritmo in un porto illuminato a giorno. Centocinque bombardieri Kunkers Ju 88 solcarono i cieli seminando morte. Fu colpita anche la Jhon Harvey, arrivata quattro giorni prima.

L’iprite in quei frangenti di terrore si mescolava alla nafta ed, a poche ore di distanza dall’attacco, uomini, donne e bambini iniziavano misteriosamente a morire con la pelle piena di vesciche che si staccava facilmente. Soltanto il giorno dopo i medici iniziarono ad intuire quanto era accaduto, ma nessuna comunicazione ufficiale c’era sul carico della Jhon Harvey, così centinaia di persone non vennero trattate con le semplici precauzioni che potevano salvare loro la vita e i casi furono catalogati come semplice “dermatite”. Il bombardamento di Bari sarebbe stato definito il più grande disastro chimico della Seconda Guerra Mondiale.

I danni alla città furono enormi, furono colpiti gli ospedali, le case popolari, l’Ospizio di mendicità, centinaia di abitazioni private e le chiese di San Gregorio, Santa Chiara, la Cattedrale e San Nicola. Tuttavia erano le vittime dell’iprite il vero dramma.

ju88

L’uso dell’iprite restò a lungo un segreto, gli alleati lo mantennero perchè il protocollo internazionale, oltre a proibire l’iprite, prevedeva il diritto di rappresaglia in caso di suo utilizzo con l’iprite stessa. Il silenzio si tenne anche nei decenni successivi. Eisenhower ordinò la creazione di una commissione segreta d’inchiesta che nel marzo 1944 concluse che i casi di “dermatite” furono causati dalla fuoriuscita di iprite dalla stiva della John Harvey, ma si mantenne poi vago sostenendo che il vento aveva spinto il gas lontano dal porto senza causare vittime. Winston Churchill, invece, ordinò che tutti i documenti britannici in merito venissero classificati e segretati (Rick Atkinson, Il giorno della battaglia. Gli Alleati in Italia 1943-1944). A partire dal 1967 ci furono le prime ammissioni dei governi inglese ed americano, ma al “gas mostarda”, chiamato così per il suo colore giallognolo, non è mai stato ufficialmente attribuito alcun numero di decessi.

 

Autore: Angelo D’Ambra

Le foto del bombardamento di Bari sono tratte dalla rete

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Un pensiero su “Il tragico bombardamento di Bari

  • 20 Settembre 2016 in 19:27
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    Americani: liberatori, democratici? Hanno sterminato i nativi Americani. Hanno inventato i pretesti per fare guerre. Hanno sganciato due bombe atomiche. Hanno irrorato il Vietnam di agenti chimici. Hanno “esportato la democrazia” nei paesi arabi, demolendo regimi autoritari, sostituiti da altri ben più sanguinari ed incivili. Hanno causato così l’invasione dell’Europa (loro concorrente…). Hanno creato i talebani e poi daesh. “Sbagliano” i bombardamenti per favorire i tagliagola. Avevano (hanno?) armi proibite dai trattati internazionali, hanno taciuto su Taranto e negato, mistificato la verità. Hanno una candidata arpia, arrivista, bugiarda finanziata da un paese (Saudi Arabia) che finanzia e sostiene daesh: se eletta (Dio ci scampi!) che dovrà dare in cambio? Hanno un ambasciatore che si permette di dirci come dovremmo votare, per favorire il loro burattino. Loro hanno processato Tedeschi e Giapponesi, ma loro chi li processa? La Storia? Peccato che sia scritta dai vincitori e loro, sinora, hanno vinto.

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