Mantova e Francesco Gonzaga

Guido Gonzaga, figlio di Luigi Gonzaga e di Richilda Ramberti, subentrò al padre nel governo di Mantova ormai settantenne. Le cronache ci tramandano una città in realtà amministrata da suo figlio Ugolino, imparentato con Barnabò Visconti grazie al suo secondo matrimonio, quello con Caterina Visconti, nipote del Signore di Milano, e, per tanto, guida di una stagione politica filoviscontea.

Ugolino era un paziente diplomatico, aveva maturato quest’indole probabilmente subendo tre matrimoni politici. Nel 1340 aveva infatti sposato Verde della Scala, sorella di Mastino della Scala, per compiacere alla volontà del nonno di ristabilire la pace con Verona; aveva in seguito preso in moglie Emilia della Gherardesca, figlia del signore di Pisa, affinchè i Gonzaga potessero radicarsi negli affari toscani; nel 1358 infine aveva sposato Caterina Visconti per placare le ostilità con Milano.

Ugolino però serbava pure nemici inaspettati, spregiudicati e viscidi, e furono loro ad eliminarlo brutalmente: i fratelli. Ludovico e Francesco, infatti, lo invitarono con l’inganno ad una cena di famiglia e lo colpirono ripetutamente con pugnali come in una tragedia classica. Probabilmente fu una mossa spalleggiata da Venezia o addirittura dal Papa – che prontamente assolse gli assassini riducendo l’accaduto ad una lite tra fratelli finita male – per impedire più strette alleanze con Milano, fatto sta che un’altro vergognoso fratricidio si consumò in seno alla famiglia: Ludovico fece ammazzare Francesco.

Prove del misfatto non ce ne furono, ma tanti sospetti aleggiarono su Mantova. Rimasto unico erede, Ludovico Gonzaga successe in piena legittimità al padre. Riuscì a dare a Mantova una lunga parentesi di pace abbandonando presto la lega voluta dal Papa Urbano V contro Milano e i Della Scala e concertando un matrimonio politico per suo figlio in modo da stringere alleanza coi milanesi.

Lasciò la città a suo figlio Francesco a cui aveva appunto fatto sposare Agnese Visconti, la figlia di Barnabò. Fu questo indubbiamente un abile colpo diplomatico che assicurò tranquillità a Mantova in un momento in cui la potenza milanese rifulse e si espanse. Gian Galeazzo Visconti, infatti, eliminato proprio Barnabò, si impossessò di Verona, Vicenza, Padova, Feltre e Belluno. Francesco affiancò il duca, gli si mostrò leale ed accompagnò sua figlia Valentina a Parigi in sposa a Luigi di Valois, duca d’Orleans. Al ritorno, poi, per soddisfare ancora l’alleato fece decapitare sua moglie, cugina di Gian Galeazzo, accusandola di adulterio. In realtà Agnese aveva preso ad ospitare a Mantova molti esuli milanesi oppositori diGian Galeazzo Visconti ed a tramare contro di lui.

Tuttavia l’alleanza con Milano durò poco. Mantova si schierò con Firenze e Bologna proprio contro i Visconti. In questi anni segnati dalla guerra, Francesco irrobustì le fortificazioni, fece pure edificare il Castello di San Giorgio, la facciata gotica del Duomo di Mantova, il campanile della Basilica di Sant’Andrea e il Santuario di Santa Maria delle Grazie a Curtatone.

La pace arrivò nel 1400, dopo la Battaglia di Governolo, dove si era rinchiuso Francesco, mentre la flottiglia del Duca di Milano stazionava nel Po. In quella circostanza Mantova ebbe il supporto di Venezia, Ferrara e Bologna. Gli eserciti guidati da Carlo Malatesta, cognato di Francesco, riuscirono a mettere in rotta i milanesi.

Francesco Gonzaga morì sette anni più tardi nel Castello di Cavriana dopo avere intrapreso un pellegrinaggio in Terra Santa.

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: G. Vigna, Storia di Mantova; R. Quazza, Mantova attraverso i secoli; B. Arrighi, Storia di Mantova e sua provincia

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