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La battaglia della valle del Tollense

La più grande battaglia dell’Età del Bronzo ebbe luogo a centoventi chilometri a nord di Berlino, nella regione del MeclemburgoPomerania Anteriore, nella valle del Tollense. Le numerose ossa scoperte sulle rive di questo fiume sono la più evidente prova del tremendo scontro verificatori tremiladuecento anni fa.

I reperti provenienti dalla valle di Tollense nella Germania nord-orientale rappresentano la prima testimonianza archeologica di un grande conflitto violento risalente all’Età del bronzo nel Nord Europa. Il sito della battaglia si estende per circa un chilometro e mezzo su entrambi i lati del fiume, ma alcuni reperti individuali di resti umani e oggetti di bronzo più a nord lungo il fiume suggeriscono che potrebbe essere molto più vasto. Nell’area è stata anche rinvenuta una strada di assi di legno e pietre e si suppone che il fiume, in quel punto, era attraverato da un ponte. La strada è fatta risalire al XIX secolo a.C., nel senso che aveva circa cinquecento anni al momento della battaglia, tuttavia era ancora in uso, come mostrato dalla scoperta di un dente di cavallo risalente al XIII° secolo a.C.

I primi rinvenimenti risalgono al 1996. Un cranio umano e ossa con ferite da freccia aprirono la strada alle successive ricerche. Per sei anni, gli archeologi hanno estratto pazientemente una gran quantità di resti umani. Migliaia di frammenti ossei, alcuni ancora trafitti da punte di freccia di selce, parti di armi e cinque cavalli sono stati riesumati dai sedimenti fangosi. Sono principalmente ossa appartenenti a uomini dai 20 ai 40 anni che mostrano tracce di morte violenta e attestano una violenta battaglia combattuta nella valle intorno al 1200 a.C. come confermato dagli esami al radiocarbonio.

I lavori proseguirono fino al 2015 ma l’enorme quantità di ritrovamenti, a detta degli studiosi, non rappresenterebbe che una minima parte di quanto si trova seppellito in quell’area. Il numero totale di combattenti avrebbe potuto essere compreso tra i quattromila ed i seimila uomini. Dato che la densità di popolazione era di circa cinque persone per chilometro quadrato, questa sarebbe stata la battaglia più significativa nell’Età del Bronzo nell’Europa centrale finora nota.

Sembra che i cadaveri dei combattenti che caddero nel fiume furono trascinatidalle correnti fermandosi in questa zona e finendovi sepolti e dimenticati. Sono stati trovati anche coltelli, punte di freccia, punte di lancia, asce e lame di pugnale. Finora non sono state trovate invece spade, ma le ossa mostrano tracce taglienti tipiche di questo tipo di arma.

Resta tuttavia da capire chi fossero gli eserciti che si scontrarono sul fiume. Alcuni reperti suggeriscono la partecipazione alla battaglia di guerrieri della Germania meridionale e dell’Europa centro-meridionale. La presenza di spille di bronzo in stile slesiano nel sito suggerisce collegamenti con la regione della Slesia circa quattrocento chilometri a sud-est, ma sono numerosi gli oggetti in bronzo trovati che rimandano alle produzioni della Baviera e della Moravia. Fu forse una battaglia dalle dimensioni continentali? Al momento è impossibile dire se questi oggetti indichino davvero la presenza di persone provenienti da altre regioni dell’Europa centrale o se fossero oggetti che erano entrati in possesso delle tribù locali attraverso il commercio. Anche l’ipotesi che una parte dei guerrieri provenisse dal Sud della Germania perchè si nutriva di miglio è da scartare perchè l’ipotesi che il miglio non fosse molto diffuso nel Nord è stata confutata. Sicuramente vi erano molti guerrieri veterani perchè non pochi sono i teschi che mostrano segni di traumi guariti da combattimenti precedenti. Probabilmente essi combatterono per il bronzo. Il metallo, in quel frangente storico, era divenuto scarso, il commercio languiva e ciò finì col mettere in discussione strutture di potere e forme organizzative. Ma ci sono anche resti di donne e bambini, persino di neonat, probabilmente al seguito degli uomini. Dati etnografici e resoconti storici di antiche battaglie – comunque più recenti, come quelle tra romani e celti – mostrano la partecipazione delle donne alle battaglie in posizioni di supporto, per la preparazione del cibo ed il trasporto delle provviste, nonché per l’uso di medicinali. È possibile che la presenza delle donne in questo caso sia di natura simile, oppure che una delle parti fosse un enorme gruppo migrante respinto.

Intanto le indagini continuano. Alla fine del 2016 erano state rinvenute circa 10.000 ossa umane e 1.000 ossa di animali. Due anni dopo si è contato un totale di un totale di circa 13.000 frammenti. In un punto dell’area sono state trovate 1.478 ossa entro soli dodici metri quadrati, presumibilmente questa fu la zolla dove si eresse un’ultima resistenza ai vincitori.

 

 

 

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia:

 

 

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