La battaglia di Somorostro

Rapporto ufficiale del generale Ollo al generale Elio sulla battaglia di Somorostro del 24 febbraio 1874 estratto da La Frusta numero 56 del 10 marzo 1874. Consigliamo al lettore di prendere visione dell’introduzione Cronache della terza guerra carlista estratte da “La Frusta”.

 

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Il Dio degli eserciti si è degnato accordare ieri alle armi di N. S. il Re (che Dio guardi) la vittoria più segnalata della presente campagna: essa sarà una pagina di gloria per la Spagna Cattolica.

Voi conoscete l’importanza ragionevole che il nemico attribuiva alle nostre operazioni contro Bilbao: approfittando delle vie ferrate, poté egli, dopo una finta sopra Estella, concentrare 25,000 uomini sulla linea di Castro-Urdiales e le alture di Somorostro.

L’avanguardia di questo corpo d’armata, comandata da Primo de Rivera (gravemente ferito ieri, come dicono i prigionieri) uscì il giorno 15 da Castro-Urdiales, dirigendosi su Salto-Caballo. Il generale D. Castor Andechaga venne a sbarrargli il passo con un battaglione e due compagnie, sole forze ch’egli avea disponibili. Tale fu la valentia di queste truppe e d’un battaglione Castigliano che venne più trardi a rinforzarle, che il nemico, dopo aver subito perdite sensibili, eseguì su Castro-Urdiales una ritirata più precipitosa che onorevole. Questo risultato si ottenne benché il nemico occupasse l’altura di Salto-Caballo, chiave della linea che fu in questo giorno il teatro del combattimento.

Il generale Andechaga, comprendendo che le porche forze di cui disponeva, non gli permettevano di coprire tutta la linea di battaglia di Salto-Caballo, si portò a San Pedro de Abanto, a due chilometri da Somorostro, di cui il nemico occupava le alture. Malgrado la piccola distanza che ci separava dal nemico, il generale Andechaga stabilì dei trinceramenti che formano la nostra prima linea. Essa è ancora troppo estesa; ma è la migliore che si possa stabilire fino a Castrejana: appoggiandosi a dritta sopra il Pico de Mantas essa si estende per S. Pedro de Abanto, Santa-Juliana, las Carreras, e la via ferrata, fino al tasso delle alture de las Cortes, che formano la sua dritta.

Il nemico, avendo riunito tutte le sue forze su Somorostro, Musquiz e le alture al disotto, tentò il 24, d’inviluppare la nostra ala sinistra, formata dalla brigata Berriz della divisione Velasco. Voi avrete veduto nel rapporto dettagliato di questo brigadiere che il nemico non potè ottenere altro che sloggiare due delle nostre compagnie da alcune case del quartiere Memorea, e che queste due compagnie si ritirarono in buon ordine nei trinceramenti della strada ferrata. Questo falso attacco, il fatto di aver piazzati quattro battaglioni ed una compagnia di cannoni Krupp sulle alture di Jaudos e di Pico de Ramos, la presenza presso Ciervana di nove vapori e d’una moltitudine di lance, mi fecero comprendere che lo sforzo supremo del nemico si porterebbe il giorno seguente sulla nostra diritta.

Difatti, verso le nove del mattino, le batterie nemiche poste sulle alture e la squadra aprirono sulle nostre linee un cannoneggiamento violentissimo che durò per tutta la giornata. La superiorità dell’artiglieria nemica posta sopra alture che dominavano la vallata, centro della nostra linea, mi obbligò a far dei trinceramenti.

Alle dieci meno un quarto, la fanteria nemica cominciò un attacco generale: due divisioni contro las Carreras e il molino di Frenedo, cioè sul nostro centro; tre divisioni contro il Pic di Mantas, dopo aver traversato a guado la riviera presso Musquiz. Era di estrema importanza pel nemico d’impadronirsi di questa posizione alla nostra estrema diritta, giacché là vi è un cammino che gli avrebbe permesso di circondarci. Una sesta divisione al quartiere San Martino era incaricata di tenere in rispetto la nostra sinistra e le forze comandate dal brigadiere Navarrete.

Stando le cose così, noi aprimmo alla nostra volta su tutta la linea un fuoco nutritissimo, incessante, la cui forza mortale impedì al nemico di fare un passo in avanti fino alle tre della sera. Allora, sembrando le sue file diradate, il 1° ed il 2° di Navarra, con dei distaccamenti del 6°, giudicarono venuto il momento opportuno di caricare il nemico alla baionetta, facendo rinculare in disordine e prendendo 65 prigionieri.

Il nemico utilizzò tosto le sue riserve, rinnovellò l’attacco, e mi obbligò a rinforzare la mia prima linea con alcuni battaglioni della seconda. Ciò bastò per coronare degnamente la giornata ed obbligare il nemico a ritirarsi verso Musquiz e Somorostro.

Grazie al concorso dei generali Lizarraga e Mendiri, tutte le mie disposizioni sono state eseguite con una precisione ammirabile. Il generale Andechaga, i brigadieri Rada e Gamundi, come tutti gli altri capi ed ufficiali della nostra armata, hanno combattuto col valore e l’entusiasmo che merita la nostra causa. Del resto è inutile che io lo dica a voi, il quale col duca della Rocca, capo della casa del Re, aveste l’onore d’accompagnare S. M. sul campo di battaglia. Voi avete veduto come la presenza del Re ha esaltato l’ardore dei nostri combattenti, come il loro attacco raddoppiò di vivacità con evviva entusiastici che hanno profondamente turbato i nostri nemici. Merita questa fedeltà e questo entusiasmo il Re valoroso che respira l’odore della polvere in mezzo ai suoi leali difensori.

Il rendiconto qui aggiunto vi dirà le nostre perdite. Quelle del nemico, che io non posso ancora precisare, debbono essere considerevolissime: giacché esso si è battuto allo scoperto: il fuoco ha durato dieci ore, e finalmente un attacco alla baionetta l’ha messo in rotta completa. Alcuni dei suoi battaglioni sono caduti, fuggendo, nella riviera di Musquiz. Il campo di battaglia è coperto dei suoi morti e dei suoi feriti (di cui le nostre truppe non hanno ancora raccolto che una parte): infine esso ha lasciato nelle nostre mani 633 fucili e molti effetti da guerra.

Una ricognizione fatta questa mattina ci ha fatto sapere che esso è in piena ritirata. Noi diamo sepoltura ad una moltitudine di cadaveri.

San Salvador del Valle 26 febraio 1874.

Il comandante generale interino

Nicola Ollo

 

 

 

 

 

 

Fonte foto: dalla rete

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