L’ingresso di Murat a Napoli

Il 6 settembre del 1808 Murat è a Napoli. Il ricevimento della città è magnifico.

Murat indossa una ricca uniforme da battaglia e in Piazza del Mercatello è stata innalzata una colossale statua equestre dedicata a Napoleone. Una salva d’artiglieria in tutti i forti della città saluta il suo arrivo, le autorità gli si presentano, il popolo lo acclama. Completiamo questa serie di racconti della vita di Murat per i duecentocinquanta anni della sua nascita, leggendo del suo ingresso in città dal Corriere di Napoli.

F. Gerard, Gioacchino Murat, Museo Nazionale di Capodimonte, Napoli. Autore foto: Angelo D’Ambra

 

La mattina del 6 una salva di artiglieria di tutti i forti annunziò alla capitale l’arrivo di Sua Maestà. Alle tre S. E. il signor maresciallo Perignon, tutti i generali ed uffiziali superiori della guarnigione si recarono all’ingresso della Strada Foria, ove, col corpo della città, coll’intendente di Napoli e col Commissario della Polizia attesero S. M. Giunto il Re ivi, alle 5, e smontato dalla sua carrozza da viaggio ricevè il signor maresciallo Perignon che facea corpo insieme con i membri della Municipalità, le chiavi della Città, ce da S.M. furono restituite a S. E. perchè ritornassero in mano de’ rappresentanti della sua buona e fedele città di Napoli.
S. M. montando allora a cavallo, accompagnato dal Maresciallo, dallo Stato Maggiore, da tutti i generali e uffiziali superiori, da’ suoi scudieri, preceduto e seguito dalla gendarmeria reale e dalla guardia reale a cavallo e da immensa folla di popolo di ogni età, fece il suo solenne ingresso nella capitale.
Con questo corteggio S. M. passò sotto l’arco di trionfo inalzato nella piazza Mercatello ed in mezzo a vive continue acclamazioni di un innumerevole popolo andiede direttamente alla Chiesa dello Spirito Santo, ove fu ricevuto da tutto il clero e da S. Eminenza il Cardinal Firrao, grande elemosiniere. Condotta sul trono, S. M. assistè al gran solenne Te Deum cantato in rendimento di grazie all’Altissimo per sì fausto avvenimento. Terminata la sacra cerimonia S. M. rimontò a cavallo, e col medesimo corteggio attraversò la superba strada di Toledo. Fu questo il momento di uno spettacolo nuovo e veramente toccante. Il modo non direm gentile ed affabile solo, ma tenero, affettuoso, senza ricerca con cui il Re corrispondeva, passando, al saluto universale de’ voti e de’ cuori, commosse tutti gli spettatori, che più di una volta videro attaccarsi la loro commozione evidentemente sul volto intiero del Re…
Dopo aver ricevuto l’omaggio di tutte le autorità costiuite, S. M. si mostrò al gran balcone del Palazzo, per soddisfare i voti del popolo impaziente di rivederla. E’ impossibile descrivere le nuove acclamazioni con le quali S.M. fu ricevuta dalla moltitudine che ingombrava la gran piazza del palazzo; possiamo dire solo, che se il popolo napoletano si è mostrato inebriato in questa circostanza di un entusiasmo veramente straordinario, il Re ha dall’altra parte accolti questi attestati di attaccamento con una sensibilità che faceva comparire nel suo volto tutta la commozione della sua anima. La nazione napoletana ricorderà sempre questo giorno come uno dei più belli che possa rammentarsi ne’ fasti della sua storia.

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