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La battaglia dello Zillastro

L’8 settembre del 1943 in Aspromonte si tinse di rosso e sudore con la battaglia dello Zillastro.  Alla stessa ora in cui Pietro Badoglio comunicava la fine delle ostilità, in uno spicchio di Calabria si spegnevano gli ultimi echi di una epica battaglia che aveva visto fronteggiarsi circa 400 paracadutisti del 185° Battaglione della Nembo e 5.000 soldati canadesi di due reggimenti, il West New Scozia e l’Edmonton.

Non è solo il giorno dell’armistizio, della fine della guerra contro gli alleati e del passaggio di campo, è anche quello di una eroica resistenza di quattrocento paracadutisti italiani che pochi hanno raccontato.

L’armistizio era stato sottoscritto in segreto e la notizia non fu divulgata che alle 19.45. Troppo tardi per evitare lo scontro tra i 400 paracadutisti della Nembo ed i 5000 canadesi. Una lotta impari a ridosso dei Piani dello Zillastro, in cui gli italiani combatterono oltre l’esaurimento delle munizioni, andando al corpo a corpo con i calci dei fucili.

Il III ed el XI Battaglione Paracadutisti del 185° Nembo da Reggio Calabria muovevano verso Nord. In ritirata dalla Sicilia, esausti per la fatica delle lunghe marce e martoriati per le perdite subite, per sfuggire all’VIII armata del generale Montgomery sbarcata nemica dallo Stretto di Messina il 3 di settembre, si muoveva con loro anche l’VIII battaglione, destinato però ad una sorte diversa. Questi uomini, infatti, impegnati in scontri intorno a San Lorenzo e Bagaladi, marciarono verso Platì dove era il Comando di Reggimento. Raggiunsero nella nottata dell’8 settembre i Piani di Zillastro e li si accamparono tra i faggi per il riposo. Non si accorsero che il Reggimento West New Scozia, accampato nelle vicinanze, li aveva ora accerchiati.
Gli ordini del Capitano Gianfranco Conati furono quelli di non arrendersi e di attaccare. Il capitano guidò di persona un attacco verso le linee nemiche e fu fatto prigioniero. Subentrato al comando dei paracadutisti superstiti il Capitano Michele Diaz, la battaglia proseguì fino alla mattina successiva, 8 settembre 1943. Fu un massacro: su 400 uomini, cinque furono i caduti recuperati, dodici i feriti, 57 i catturati.

Fu l’ultima battaglia combattuta tra il Regio Esercito Italiano e le truppe Alleate. Oggi un monumento ricorda queste vicende, vi si legge: “Qui sullo Zillastro, epigone di una guerra disastrosa, l’8 settembre 1943, suscitando l’ammirazione ed il rispetto delle preponderanti forze anglo-canadesi, i quattrocento paracadutisti dell’VIII BTG del 185° RGT della div. NEMBO, combattendo per l’onore della Patria, si coprirono di gloria“.

 

Autore: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

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