I corvi della Torre di Londra

Quello che chiamiamo oggi Regno Unito è luogo di storia, ma anche di miti e leggende che, nei tempi, si sono mescolati tra loro a formare l’affascinante narrazione di un Nazione che vanta i suoi primordi dal V secolo d.C. e prima ancora, nelle memorie dei celti britanni le cui gesta risuonano ancora in molti affascinanti racconti trasformati in saghe letterarie e in serie cinematografiche.

Popolo fiero di storia millenaria, è ancora oggi custode di usanze che risuonano di avvenimenti intrisi di leggenda, come quella dei London Tower ravens, i corvi della Torre di Londra, la fortezza costruita nel 1078 sulla riva nord del Tamigi, che è “custodita” da un piccolo stormo di corvi imperiali.

Per ognuno di questi volatili è stato emesso un documento che ne attesta lo status, come fossero soldati o poliziotti, arruolati proprio come militari del regno e, al pari dei soldati, i corvi possono essere congedati per cattiva condotta.

Nel 1986, come testimonia un apposito provvedimento, è successo con il “corvo George”, arruolato dal 1975, che fu ufficialmente esonerato dal suo incarico nei confronti della Corona e confinato nel Galles, in seguito all’attacco e alla distruzione di alcune antenne televisive. Allo stesso modo, nel 1996 altri due corvi sono stati dimessi dalla colonia per “condotta disdicevole nei confronti degli abitanti della Torre”. Non sappiamo cosa abbiano fatto realmente, ma avranno portato abbastanza trambusto per aver costretto le autorità a prendere questa decisione di certo sofferta.

Legati alla storia della Torre di Londra vi sono molti racconti popolari, alcune superstizioni e diverse leggende sui corvi. Ricordiamo come in Cornovaglia sia convinzione che lo spirito di re Artù dimori nei corvi, e per questo è considerato gesto sfortunato e persino sacrilego ucciderne uno; una vecchia superstizione afferma che se tutti i corvi di un bosco lo abbandonano improvvisamente, seguirà sicuramente un disastro. Forse più nota è la leggenda sui corvi della Torre riportata nel Mabinogion, la quale afferma che, alla morte del re gigante Bran il Benedetto (bran significa corvo in gallese), la sua testa fu tagliata e sepolta presso la “Collina Bianca” di Londra, identificata come Tower Hill “con la faccia rivolta verso la Francia” come un talismano destinato a proteggere la Gran Bretagna dalle invasioni straniere.

In un certo senso è come se queste vecchie leggende, racconti popolari e superstizioni si fossero fuse per formare l’attuale profezia secondo la quale “se i corvi della Torre di Londra moriranno o voleranno via, la Corona cadrà e con essa la Gran Bretagna” che una narrazione fa risalire a John Flamsteed, astronomo di corte, che visse a cavallo tra il 1660 e il 1700, il quale, pur lamentandosi per la presenza di molti corvi che interferivano con le sue osservazioni, quando Carlo II ordinò di sterminarli, mise in guardia il re sulla necessità di tenere un anche piccolo stormo per scongiurare il nefasto presagio…….

Che i corvi siano considerati legati al destino è testimoniato da altri storie “reali”. Una, ad esempio, riconduce agli Asburgo, in seguito alla loro nefasta decisione di espulsione con la forza dei corvi dalla torre di un castello, con conseguente maledizione della dinastia.

Gli Asburgo, sovrani del Sacro Romano Impero, sembra che abbiano sterminato nella torre del castello di un loro antenato, lo Schlöss Hapsburg, molti corvi che, con i loro voli, le loro strida e la conseguente nidificazione incontrollata, recavano fastidio e danno. La Maledizione degli Asburgo dice che gli stessi furono perseguitati da corvi soprannaturali chiamati Turnfalken, la cui apparizione presagiva il destino dei membri della famiglia imperiale. Immaginiamo con quale timore venissero visti librarsi sopra i palazzi di Schönbrunn e di Hofburg, ma li videro a Parigi stridere su Maria Antonietta mentre veniva ghigliottinata, in Messico quando l’imperatore Massimiliano fu fucilato dal plotone d’esecuzione, a Mayerling quando il principe Rodolfo e la sua amante, la contessa Maria Vetsera, consumarono il loro patto suicida e a Sarajevo quando l’arciduca Ferdinando fu assassinato,  scatenando la prima guerra mondiale e la fine definitiva dell’impero degli Asburgo.

Tornando alla Torre di Londra e ai suoi corvi, va detto che durante la Seconda guerra mondiale, la cupa profezia legata a loro e ai destini del Regno Unito pareva stesse per avverarsi, dal momento che era rimasto solo un corvo, di nome Grip. Gli altri uccelli non erano sopravvissuti a causa dei bombardamenti o per lo spavento provocato dagli stessi. Fu il primo ministro Winston Churchill ad ordinare il ripopolamento della colonia con nuovi esemplari, fino a portare il gruppo alla sua dimensione originaria.

Le loro gabbie furono allora costruite sulle fondamenta in rovina della torre della Guardia Principale (detta anche Mensa della Regina Vittoria), distrutta il 29 dicembre 1940 da una bomba incendiaria nazista. Nel 1944, l’edificio sventrato della Guardia Principale fu demolito, rivelando il muro medievale più interno. Quando la Torre fu riaperta al pubblico il 1° gennaio 1946, c’erano di nuovo sei corvi.

 

 

 

 

 

 

 

Autore articolo: Rita Cavalca

Bibliografia: Jeffrey Vallance, Myths of the Raven, in forteantimes.com, novembre 2007; Maev Kennedy, Tower’s raven mythology may be a Victorian flight of fantasy, in The Guardian, 15 novembre 2004

 

Rita Cavalca, laureata in Materie Letterarie, psicopedagogista e counselor rogersiana, è appassionata della storia delle monarchie letta attraverso le vicende dei suoi protagonisti

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