La fine del regno ostrogoto

Se la conquista del regno vandalo fu rapida, l’esatto opposto fu per i bizantini la conquista del regno ostrogoto d’Italia. La Guerra Gotica, iniziata con lo sbarco di Belisario in Sicilia nel 535, durò vent’anni e segnò profondamente la storia della penisola, letteralmente distruggendo la struttura sociale esistente e portando l’Italia nel Medioevo.

Morto il grande Teodorico nel 526 il regno ostrogoto cadde in preda a contese successorie che offrirono a Giustiniano il pretesto per intervenire negli affari d’Italia nel 535, quando si erse a protettore della regina Amalasunta, figlia di Teodorico, deposta e fatta uccidere dal cugino Teodato.

Belisario sbarcò in Sicilia, rapidamente la conquistò, e poi si portò sul continente, con un esercito non molto numeroso ma estremamente agguerrito. In pochi anni gli Ostrogoti furono sconfitti in un conflitto contrassegnato da marce e contromarce, assedi e nessuna battaglia campale. Ma quando la conquista sembrava cosa fatta la nazione ostrogota riuscì ad esprimere un grande sovrano, Baduila, detto Totila, che a partire dal 541 guidò la riconquista ostrogota. E a questo punto la guerra gotica divenne una vera e propria guerra di distruzione.

Totila, nemico della classe possidente e agraria dei latifondisti romani, li combattè spietatamente, spesso uccidendoli e dando i loro latifondi ai contadini. I bizantini, a corto di denaro per mantenere le proprie armate professionali, tassarono spietatamente ovunque. Secondo Procopio di Cesarea, il grande scrittore che narrò la guerra gotica, l’Italia precipitò in una immane desolazione.

Alla fine Giustiniano inviò in Italia – al posto di Belisario – un altro generale, l’eunuco Narsete, un uomo molto anziano ma di grande ingegno ed esperienza. Questi alla fine accettò il confronto con Totila in campo aperto e nella famosa battaglia di Tagina, presso l’odierna Gualdo Tadino in provincia di Perugia, riuscì ad annientare l’esercito ostrogoto.

Pare che la vittoria sia stata soprattutto dovuta agli arcieri bizantini che, disposti a semicerchio, riuscirono a annientare la carica della cavalleria ostrogota. Totila trovò la morte, o nella battaglia stessa oppure ferito poco dopo di essa.

Dopo Tagina, gli Ostrogoti in realtà non si diedero per vinti, ma sotto il nuovo re Teia furono nuovamente sconfitti pochi mesi dopo (ottobre 552) nella battaglia dei Monti Lattari, scomparendo questa volta dalla storia.

L’Impero Romano sembrava a questo punto ricostituito con il dominio bizantino, oltre che sull’Oriente, sull’Italia, sul Nordafrica e pure sulle coste orientali della penisola iberica. Ma durò poco. L’Italia era spossata dalla guerra, l’agricoltura era in rovina, l’antica classe dominante romana, che si era mantenuta sotto gli Ostrogoti, aveva pagato un terribile tributo di sangue e semplicemente non era più. Solo sedici anni dopo, nel 568, un nuovo popolo, i Longobardi, discese in Italia dalla Pannonia e Bisanzio non fu in grado di opporre una seria resistenza. Nasceva l’Italia medievale.

 

Autore articolo: Valerio Lucchinetti
Fonte foto: dalla rete
Bibliografia: T. Hodgkin, Italy and her Invaders: Vol.4, Book V, Oxford, 1880-1899; G. Ravegnani, I Bizantini in Italia, Bologna, 2004

Valerio Lucchinetti, laureato in Discipline Economiche e Sociali all’Università Bocconi di Milano con tesi di storia economica sui mercati granari in Lombardia nel XVIII secolo. Attivo professionalmente nel settore della gestione di portafogli azionari è appassionato di storia, con preferenza per il Medio Evo e l’età moderna sino alla Rivoluzione Francese.

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