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La Reale Fonderia Medicea

Firenze è al tempo delle guerre tra i Papi e gli Imperatori che crebbe meravigliosamente e irruppe nelle pagine della storia. Le guerre civili la divisero, fu sempre in armi sino a quando la famiglia Medici schiacciò a poco a poco lo spirito repubblicano ed il Padre della Patria, Cosimo de Medici, gettò le basi per il trionfo del suo casato, eretto alla dignità dei granduchi con un altro Cosimo de Medici, il figlio di Giovanni delle Bande Nere. Questo Cosimo inviò le sue galere contro i turchi, resse la città con buone leggi ed una economia prospera, costruì Porto Ferraio sull’Isola d’Elba e combattè le paludi toscane mostrandosi magnifico come il capostipite. Acquistò Palazzo Pitti, fece restaurare Santa Croce da Giorgio Vasari e… creò un vero e proprio laboratorio chimico e farmaceutico: la Reale Fonderia Medicea.

Questo istituto trovò la sua prima sede a Palazzo Vecchio, in alcuni locali che il Vasari trasformò in splendidi alloggi per il Granduca. Con questa sistemazione la fonderia fu spostata in un’altra area del palazzo, precisamente in un locale posto sotto la stanza di Clemente VII. In fine fu tolta da Palazzo Vecchio e spostata nel giardino Boboli: si temeva che il fuoco dei forni potesse distruggere tutto. Con i successori di Cosimo cambiò ancora sede. Ferdinando la volle alla Galleria degli Uffizi, vicino alla sala delle Carte Geografiche, metre Cosimo III la rivolle nel giardino Boboli. Alla morte di Gian Gastone, ultimo dei Medici, la fonderia fu posta dai Lorena a Palazzo Pitti, in un nuovo quartire, quello della Meridiana.

Non fu da subito destinata alla fabbricazione di medicinali. Cosimo fu interessato alle scienze alchemiche e pensò di fabbricare l’oro con la combinazione di metalli vari. Deluso dai risultati, finalmente Cosimo si interesso alla chimica farmaceutica.
Il medico di corte, Baccio Baldini vi si dedicò con tutte le sue energie. La maggior parte dei emdicinali della Fonderia era ottenuta dalla distilazione dei “semplici”, ovvero di piante medicinali ben note ai botanici. Complesse lavorazioni, misture ed estratti di fiori, resine, spezie e droghe, furono studiati, composti, indagati, sperimentati. Oltre alle piante, contribuivano alla composizione dei medicinali anche ferro, acciaio, argento, oro, pietre preziose macinate. Il risultato di questi intrugli se non era nocivo, era spesso nullo, ma in fonderia si preparavano anche essenze profumate e prodotti di bellezza femminili.

Allo scopo di avere più esemplari di piante e fiori da destinare al laboratorio, nel 1550 il Granduca fondò il Giardino dei Semplici e l’affidò al famoso erbolaio Luca Ghini. Nel giardino vennero coltivate piante medicinali, alcune assai rare, comprate senza badare a spese.

Il Granduca non mancò di occuparsi di veleni e rimedi da avvelenamenti. A chiunque ne faceva richiesta, sia in Italia che all’estero, Cosimo donava i prodotti della sua farmacia. I successi non furono ecclatanti ma chi seguì Cosimo ebbe il suo stesso interesse nella fonderia. Francesco ampliò forni e lambicchi, tentò anch’egli l’alchimia e poi tornò a preoccuparsi di medicinali con gli studiosi Mazzanga e Casabona. Cosimo II seguì i suoi antenati migliorando i preparati della fonderia, particolarmente quello detto “olio contra velenti”, spedito in tutta Europa, per quanto ne scrisse il medico Giovanni Nardi. Migliori risultati si ebbero con Ferdinando II ed il suo medico, Francesco Redi. Questi compì esperimenti su esperimenti, produsse medicinali di vario genere, distillati, rimedi, profumi ed in tanto fervore di iniziative il Giardino dei Semplici divenne più ricco ed affidato alla competenza del giardiniere generale Angelo Donnini.

Il successo di questi sforzi fu coronato nel 1628 quando Ferdinando II era in visita in Germania e seppe che l’Imperatore si trovava a Praga gravemente ammalato. Subito gli mandò dei farmaci, molto probabilmente l’Acqua di Capelvenere e la Pietra Bezoar, e l’Imperatore guarì. Cosimo III volle che il Redi continuasse a sopraintendere al laboratorio e, felice per la notorietà raggiunta dalla Reale Fonderia Medicea fece anche nascere la Società Botanica Fiorentina.

 

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: A. Albino, La Reale Fonderia Medicea

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