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Davide IV di Georgia e la battaglia di Didgori

Emergendo come un regno unito nell’undicesimo secolo, la Georgia si trovò presto impegnata in una lotta impari contro l’impero selgiuchide. Per evitare ulteriori devastazioni del suo paese Re Giorgio II Bagratoni decise di riconoscere la sovranità di Sultano dei Selgiuchidi e di rendergli omaggio. Nel 1089, un colpo di stato senza spargimento di sangue costrinse il re Giorgio II ad abdicare in favore di suo figlio di 16 anni, Davide.

Nonostante la sua età, Davide IV si dimostrò un abile statista e talentuoso comandante militare, fu in grado di sfruttare i disordini interni nell’impero selgiuchide e il successo dei crociati in Palestina, stabilendo una forte monarchia, riorganizzando il suo esercito, le istituzioni statali e la chiesa nazionale. Durante i due decenni successivi cessò il pagamento di tributi ai musulmani e gradualmente liberò la maggior parte della Georgia orientale.

Per continuare la sua vigorosa politica di liberazione e riunificazione delle terre georgiane, Davide IV aveva però disperatamente bisogno di aiuti, così sposò Gurandukht, figlia di Otrok, khan dei kipchaki, tribù in guerra con i variaghi della Rus’ di Kiev. Di conseguenza, nel 1118 invitò un considerevole numero di kipchaki a stabilirsi in Georgia. Questa nuova forza fornì a Davide IV i soldati necessari per opporsi sia alle minacce esterne sia al malcontento interno dei signori feudali. Usando la cavalleria kipchaka, Davide IV lanciò le sue incursioni militari fuori dalla Georgia, penetrando fino al fiume Aras e al Mar Caspio.

Il più grande trionfo di Davide IV fu però la riconquista di Tbilisi, importante centro strategico ed economico della regione, finito sotto il dominio musulmano per oltre quattro secoli. Nel giugno del 1121, Tbilisi fu cinta d’assedio dai georgiani e la sua élite musulmana costretta a pagare un pesante tributo a Davide IV.

Il sultano Mahmud ben Muhammad dichiarò guerra santa alla Georgia e formò una grande coalizione di stati musulmani guidati da Najm al-Din Ilghazi con 600mila uomini.

I georgiani erano di fronte a un nemico numericamente superiore ma avevano un vantaggio strategico oltre che tattico. Le riforme decisive di Davide IV avevano trasformato il loro esercito in una forza militare ben organizzata e strutturata. La componente principale era la guardia reale, la monaspa, che consisteva in 5.000 guerrieri a cavallo. Matteo di Edessa ci fornisce informazioni abbastanza dettagliate e interessanti sull’esercito georgiano a Didgori parla infatti di 40.000 georgiani, 15.000 kipchaki, 500 alani e 100 franchi.

In piena estate 1121, le truppe musulmane avanzarono lungo varie rotte verso la Georgia e s’accamparono in una pianura vicino a Didgori, nella valle di Trialeti, a circa una giornata di marcia da Tbilisi. L’11 agosto 1121, Davide IV condusse il suo esercito contro il nemico lasciandone una parte considerevole sotto il suo comando ed una parte più piccola, nascosta sulle colline, a suo figlio Demetrio, poi proclamato santo dalla Chiesa ortodossa di Georgia.

Davide IV iniziò la battaglia con una mossa astuta e audace: secondo il cronista arabo Ibn al-Athir, il re georgiano mandò un piccolo distaccamento dei suoi uomini per simulare la volontà di raggiungere un negoziato. Altri racconti parlano di duecento disertori che chiesero un’udienza ai nemici e questi permisero loro, non solo di entrare nel campo, ma anche di riunirsi in assemblea con loro. Ad ogni modo, con uno stratagemma simile, i georgiani iniziarono un vero e proprio massacro nel cuore del campo dell’avversario, fu allora che Davide IV ordinò l’assalto.

I musulmani, in totale confusione, non opposero resistenza e furono schiacciati dalle forze attaccanti. Quindi Demetrio fece discendere le sue truppe giù per il pendio caricando e mettendo in fuga l’ala sinistra dell’esercito nemico. Davide IV ordinò alla sua cavalleria leggera di inseguire il nemico in modo che non avesse l’opportunità o la possibilità di riorganizzarsi ed i georgiani stettero per tre giorni catturando e ammazzando quell’esercito sbaragliato. Matteo di Edessa sostenne che furono uccisi ben 400.000 turchi.

La trionfale vittoria di Didgori affermò la Georgia come potenza regionale dominante. Davide IV riconquistò Tbilisi nel 1122 e qui trasferì la capitale georgiana.

Questo successo fu visto come un vero e proprio miracolo dai georgiani e celebrato ogni anno dalla chiesa come liberazione dalla persecuzione dei musulmani. Val la pena ricordare che re Davide IV fu assai benevolo coi seguaci di Maometto che restarono nei suoi territori, anzi fornì riparo ad alcune scuole, come i sufi, perseguitate negli stati sunniti.

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: AA.VV., L’espansione dell’Islam; AA.VV., Storia del mondo islamico (VII-XVI secolo); L. Pubblici, Dal Caucaso al Mar d’Azov

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