Sistemi monetari preunitari: una nota spese padovana del Settecento

Ad inizio ottobre del 1777 Nicolò Antonio Giustinian, vescovo di Padova, si recò in visita pastorale presso la Parrocchia di San Giovanni Battista di Rovolon. Secondo la nota spese, il parroco ospitò il vescovo e la sua corte a cena ed a pranzo, acquistando per l’occasione:

 

01 – 26 libbre di carne di Manzo a 11 Soldi la libbra

02 – 22 libbre di carne di Vitello a 12 Soldi la libbra

03 – 2 libbre di fegato di Vitello a 30 Soldi la libbra

04 – 1 libbra di animella di Vitello a 40 Soldi la libbra

05 – Sedano, quantità non specificata, per 16 Soldi

06 – 17 libbre di peri e pesche a 9 Soldi la libbra

07 – 4 libbre di burro a 26 Soldi la libbra

08 – 3 libbre di formaggio a 20 Soldi la libbra

09 – 4 galline a 25 Soldi cadauna

10 – 1 tacchino a 60 Soldi

11 – Spezie, quantità non specificata, per 5 Soldi

12 – 5 salami a 12 Soldi cadauno

13 – Pane, quantità non specificata per 5 Lire

14 – 8 libbre di riso a 6 Soldi e 6 Piccoli la libbra

15 – 3/4 di mastello di vino a 90 Soldi il quarto

16 – 8 limoni a 3 Soldi cadauno

17 – 1.5 libbre di cioccolato a 3 Soldi e 4 Piccoli la libbra

18 – 1 bottiglia di Rosolio a 30 Soldi

19 – 2 bottiglie di Vino di Cipro a 40 Soldi cadauna

20 – Caffè, 1 libbra per 35 Soldi

21 – Zucchero, 2 libbre a 12 Soldi la libbra

 

A questi generi alimentari andava aggiunta un’offerta di 7 Lire a favore di 2 missionari, portando il costo totale della visita a 102 Lire e 19 Soldi.

Lo sconsolato parroco annotava in data 5 ottobre che erano ancora da pagare le voci da 01 a 06 e da 17 a 19 per un debito complessivo di 51 Lire e 5 Soldi.

I generi alimentari acquistati ci fanno pensare ad un menù impostato su minestra di riso in brodo di carne (buona!!), seguita da arrosto di vitello (ancora più buono), e da bollito misto di manzo vitello, gallina e tacchino (più buono non si può!!).

Mi colpisce l’assenza nella nota spese di ortaggi, a parte il sedano: o il parroco li forniva di suo, prendendoli dal suo orto, oppure non si usava nel XVIII secolo accompagnare il bollito con verdure cotte (e questo è un difetto. Non ci sono neanche riferimenti al cren, e questa assenza col bollito è particolarmente grave!!).

Appaiono decisamente costosi i limoni (né si capisce cosa centrino col bollito).

O il vescovo amava trattarsi bene o il parroco era particolarmente ruffiano nei suoi confronti, così compaiono una bottiglia di rosolio, destinata presumibilmente al brindisi dopo cena, e due bottiglie di vino di Cipro, per innaffiare i pasti.

Anche la cioccolata forse erae riservata per la sua colazione mattutina, mentre per gli altri membri c’era il caffè.

Stupefacente il costo dell’animella, oggi decisamente rara da trovare in vendita.

La quantità di riso acquistata indica che i commensali erano sedici, numero compatibile sia con la quantità di manzo acquistata che con quella di vitello. Potremmo giustamente parlare di “abbuffate pantagrueliche”, ma la Nota Spese è particolarmente interessante perché ci permette di calcolare che percentuale di reddito pro-capite fosse necessario spendere per l’acquisto dei singoli prodotti.

Per rendere più facile la lettura come prima cosa, laddove necessario, abbiamo convertito i prezzi in Soldi decimalizzati di Lira Veneta per poi esprimerli in “x kg” e, nel caso del vino, “x litro”.

Nel quinquennio 1767/71, temporalmente abbastanza vicino al 1777 in esame, Zannini indica per la Repubblica un PIL di 108,798 milioni di Ducati Correnti ed una popolazione di 2,35 milioni di abitanti. Utilizzando questi dati, corrispondenti ad un reddito annuo pro-capite di 5740,83 soldi decimalizzati di Lira Veneta, ricaviamo queste percentuali:

 

01 – carne di Manzo, per kg 0,39%

02 – carne di Vitello, per kg 0,43%

03 – fegato di Vitello, per kg 1,07%

04 – animella di Vitello, per kg 1,43%

06 – peri e pesche, per kg 0,32%

07 – burro, per kg 1,34%

08 – formaggio, per kg 0,72%

14 – riso, per kg 0,33%

15 – vino, per litro 0,03%

17 – cioccolato, per kg 0,17%

20 – caffè, per kg 1,80%

21 – zucchero, per kg 1,23%

 

L’informazione successiva che si può ricavare è il confronto tra le percentuali di PIL pro-capite necessarie per l’acquisto di quei beni nel 1777 e nel 2021. Ci siamo recati in un noto supermercato dei Colli Euganei dove abbiamo registrato i prezzi di undici generi alimentari (fegato ed animella non erano in vendita).

Successivamente abbiamo convertito quei prezzi, in €/Kg, in percentuali di PIL pro-capite, PIL pro-capite che nel 2020 è stato pari a 27781€, ottenendo questi valori:

 

01 – carne di Manzo, per kg 0,07%

02 – carne di Vitello, per kg 0,04%

03 – fegato di Vitello, non era in vendita

04 – animella di Vitello, non era in vendita

06 – peri, per kg 0,01%

07 – burro, per kg 0,03%

08 – formaggio, per kg 0,08%

14 – riso, per kg 0,01%

15 – vino, per litro 0,01%

17 – cacao, per kg 0,03%

20 – caffè, per kg 0,02%

21 – zucchero, per kg 0,003%

 

Infine abbiamo calcolato quanto era maggiore la percentuale di PIL pro-capite necessaria per l’acquisto nel 1777 rispetto al 2021, ottenendo:

 

01 – carne di Manzo, +585,69%

02 – carne di Vitello, +1020,99%

03 – fegato di Vitello, non era in vendita

04 – animella di Vitello, non era in vendita

06 – peri, +3097,42%

07 – burro, +5303,95%

08 – formaggio, +1495,66%

14 – riso, +5303,94%

15 – vino, +391,70%

17 – cioccolato, +510,18%

20 – caffè, +9648,54%

21 – zucchero, +38507,44%

 

E’ sconcertante il rincaro registrato!!

 

Nota Metrologica

 

La valuta della Repubblica di Venezia era la Lira Veneta, nome completo Lira Veneta di Piccoli, divisa in 20 Soldi da 12 Piccoli o Bagatini, la contabilità invece si teneva in Ducati Correnti, moneta di conto divisa in 24 Grossi.

Il tasso di cambio tra Lira Veneta, Reale, e Ducato Corrente era fissato in 31:5, cioè 31 Lire corrispondevano a 5 Ducati Correnti.

Il vino nel padovano si vedeva a mastelli da 8 secchi, 1 mastello = 71,27 litri.

Carne e formaggio si vendevano a peso, nel padovano l’unità di misura era la libbra grossa da 0,486 kg moderni.

Caffè, zucchero, riso, burro e cioccolato si vendevano sempre a peso, ma in libbre sottili da 0,339 kg.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Autore articolo: Enrico Pizzo, classe ’74, residente sui Colli Euganei. Appassionato di storia veneta e storia dei sistemi monetari preunitari.

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: Andrea Zannini, L’economia veneta nel Seicento; Angelo Martini, Manuale di Metrologia; Sergio Giorato, Pane, ciliegie e vino bianco

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