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Le Vergini di Gesù di Castiglione

Le principesse Cinzia, Olimpia e Gridonia, figlie di Rodolfo Gonzaga, principe di Castiglione, istituirono una comunità di vergini nella città di Castiglione di Stiviera, nei pressi di Mantova. Le tre sorelle, nipoti di San Luigi Gonzaga, restarono senza padre nel 1592, morto scomunicato e privo d’una legittima successione. I feudi passarono allora a Francesco Gonzaga, fratello del defunto principe, mentre le fanciulle furono inviate a Mantova per essere educate nella casa del Marchese Aliprandi, loro familiare per parte materna. Vi restarono fin quando lo zio Francesco le richiamò sotto la sua tutela prospettando per loro dei matrimoni politici.

Cinzia e Olimpia avevano già maturato l’intenzione di seguire la vita monastica per espiare le colpe paterne e quando seppero che invece lo zio meditava per loro due matrimoni che avrebbero stretto il suo casato a quello degli Asburgo di Spagna e dei Savoia, si unirono in una più forte preghiera, continue orazioni e raccomandazioni alla Vergine. Il sostegno invocato non mancò e i disegni del principe Francesco, dopo varie peripezie, non riuscirono.

Margherita Gonzaga, sorella di Vincenzo, duca di Mantova, e vedova del duca di Ferrara, andò in soccorso delle ragazze e pretese che Olimpia accorresse al monastero di Santa Chiara da lei stesso fondato a Mantova. Ad egual sorte andò in contro Gridonia che entrò nel Monastero di San Giovanni, anch’esso a Mantova, sebbene solo temporaneamente. Il principe riuscì a mantenere al proprio fianco solo Cinzia, la maggiore d’età, e con lei andò a Roma per presentarla agli ambasciatori della corte di Paolo V, ma la giovane, appena giunta in città, fece voto di verginità e nessuno riuscì a smuoverla da quel giuramento.

Tornata a Castiglione nel 1607, Cinzia trovò Olimpia, costretta da alcune sue infermità ad allontanarsi dall’Ordine di Santa Chiara, e insieme si risolvettero alla fine di fondare un istituto simile a quello della Compagnia di Gesù, soggetto a quei religiosi. Quando la cosa giunse alle orecchie di Gridonia, che tornata a Castiglione stava per essere trascinata a Roma dallo zio, anche lei si unì alle sorelle ed insieme le tre principesse convennero di cedere i loro beni, sia per linea materna che per linea paterna, allo zio in cambio della fondazione di due case, una per loro ed una per i gesuiti. Francesco Gonzaga accettò e le principesse furono libere di seguire la loro vocazione.

Le figlie di Rodolfo Gonzaga andarono a vivere nel palazzo del Marchese Aliprandi, nel frattempo trasferitosi a Castiglione. È qui che nacque la nuova comunità religiosa e s’accrebbe subito di tredici ragazze. Da Roma giunse padre Virgilio Ceppari, un gesuita, e stese per loro delle costituzioni e l’istituto che nacque prese il nome di Vergini di Gesù. Cinzia fu la prima superiora della comunità approvata da papa Paolo V. Nel 1624 problemi di salute obbligarono Cinzia a rinunziare a quella carica in favore di sua sorella Olimpia che però morì prima di lei, nel 1645. Cinzia sopravvisse altri quattro anni, sino al 1649 e l’anno dopo spirò anche Gridonia.

Scrive il Fontana nella sua storia: ”Volle Iddio per manifestare la santità di queste tre sorelle preservare incorrotti i verginali loro Corpi; imperocchè circa trent’anni dopo furono trovati incorrotti, quantunque le casse, ov’erano riposti, fussero putrefatte, e gli abiti, con cui erano state sepolte, mangiati da’ vermi”.

Alla comunità appartennero anche Olimpia Bertonacci, Ippolita Giugini di Milano, Isabella Fracasani, Vittoria Guidi del Bagno, Maria Gonzaga e Caterina Gonzaga.

L’ammissione al collegio era riservata alle fanciulle di nobile famiglia. Le appartenenti alla compagnia non erano religiose nel senso canonico del termine: emettevano solo il voto di castità, il giuramento di perseveranza e la promessa di obbedienza alla superiora della casa; accanto alle Vergini, erano previste anche delle oblate, per il servizio domestico.

La casa sopravvisse alle soppressioni dell’età napoleonica perché non gestito da religiose e alle leggi eversive del 1866 perché privo di personalità giuridica; nel 1930 venne riconosciuto come ente morale secondo le norme del concordato del 1929 e il 15 gennaio 1952 le Vergini di Gesù ottennero dalla Santa Sede il riconoscimento di istituzione di diritto pontificio.

 

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: G. F. Fontana, Storia degli Ordini Monastici, Religiosi e Militari

 

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