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Gianfrancesco Gonzaga, primo marchese di Mantova

Il 22 settembre del 1433 l’Imperatore Sigismondo è giunto a Mantova. La città è in festa, sprizza inconsueta gioia e irrequietezza la folla che si riversa nelle strade. Una messa è celebrata al Duomo poi ha luogo una cerimonia che nessuno ha mai visto prima. Gianfrancesco Gonzaga, figlio di Francesco e Capitano del Popolo, accorre ad inginocchiarsi davanti al trono su cui siede l’Imperatore. Questi lo fa rialzare e gli consegna il manto, la stecca e l’annello: Gianfrancesco è il primo Marchese di Mantova.

Le sorprese non sono finite. L’Imperatore annuncia l’imminente matrimonio di sua nipote Barbara di Brandeburgo con Ludovico II, figlio di Gianfrancesco. Il tutto è costato al Gonzaga 12.000 fiorini ma l’ascesa del casato al potere è finalmente coronata dal titolo tanto agognato.

Gianfrancesco a 12 anni, protetto dalla Repubblica di Venezia, era stato fatto Capitano del Popolo. A 14 aveva sposato Paola Agnese Malatesta, nipote di Carlo, che ora lo proteggeva negli anni della reggenza, e figlia di Malatesta IV Malatesta, signore di Pesaro e di Fossombrone. A 19 aveva smascherato il complotto ordito contro di lugi dagli Albertini, cui pure aveva concesso favori ed il feudo di Piubega. Fedelissimo a Venezia aveva ottenuto dalla Serenissima i possedimenti di Asola, Lonato, Solferino, Castiglione e Peschiera. A queste terre si aggiunsero Bozzolo, Viadana, San Martino dall’Argine e Rivarolo, sollevatesi alla famiglia cremonese dei Cavalcabò. Più tardi unì ai suoi poderi anche Sabbioneta. Adesso è Marchese ed è tempo di scrollarsi di dosso il controllo veneziano e vendicare i suoi avi annettendo Verona e Vicenza.

Questi possessi gli vengono promessi dai Visconti e Gianfrancesco accetta. Rompe l’alleanza con Venezia e si schiera con Milano. La guerra però non sorride ai suoi piani. Milano e Venezia si scontrano nel 1438, Gianfrancesco, alla guida dell’esercito visconteo, occupa Verona e pure Valeggio, Maderno, Lonato e buona parte della riviera del Benaco. Nell’impresa lo affianca Niccolò Piccinino e tutto pare in discesa, ma poi arrivano le sconfitte, una dopo l’altra, pesantissime e, così, a guerra finita, con il trattato di pace siglato a Cavriana il 20 novembre del 1441, i Gonzaga perdono anche i domini che Venezia aveva loro concesso negli anni di amicizia.

Gianfrancesco muore tre anni dopo. I commentatori lo ricordano anche pe aver fatto distruggere l’antica statua di Virgilio. “Congetturarono tanuli – scrive l’Arrighiche egli commettesse un tal vandalismo per far dismettere l’usanza annuale, con cui il popolo aggegavasi intorno a quella statua, intrecciando danze, sciogliendo lieti cantici e gazarra; perchè il Malatesta si indispettisse, che il nostro popolo ascriveva a somma gloria di avere a concittadino il principe dei poeti. Levata di notte tempo quella statua, a mezzo di Nicola Napoletano, dei vari pezzi in cui fu ridotta, non si potè ricuperare che il capo, che or abbellisce il patrio Museo”. Dal punto di vista della committenza artistica, Gianfrancesco Gonzaga è ricordato per aver incaricato Pisanello di affrescare una sala del Palazzo Ducale di Mantova, di aver fatto edificare il Palazzo di Marmirolo e di aver fatto erigere in città il Campanile di Sant’Andrea, la Chiesa di Santa Paola e la Chiesa di Santa Croce. Ospitò alla sua corte valenti pittori e scultori, tra i quali Jacopino da Tradate. Nel 1423 accolse come precettore dei suoi figli anche Vittorino da Feltre che qui fondò la Ca’ Zoiosa, celebre scuola umanistica.

Alla sua morte i territori sono divisi tra i suoi figli. Al primogenito Ludovico lascia lo stato di Mantova, a Carlo, secondogenito, lascia Isola Dovarese, Rivarolo, Bozzolo, San Martino, Sabbioneta, Gazzuolo, Viadana, Luzzara, Suzzara, Gonzaga e Reggio, al terzogenito Alessandro lascia Canneto, Redondesco, Mariana, Castelgoffredo, Medole, Castiglione delle Stiviere e Ostiano, al quartogenito Giovanni lascia Cavriana, Volta, Ceresara, Rodigo, Piubega, Castellaro e San Martino Gusnago.

 

Autore articolo: Angelo D’Ambra

Fonte foto: dalla rete

Bibliografia: G. Vigna, Storia di Mantova; R. Quazza, Mantova attraverso i secoli; B. Arrighi, Storia di Mantova e sua provincia

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