La guerra degli ufficiali di complemento aversani

La guerra degli ufficiali di complemento aversani

L’immaginario collettivo considera la Prima Guerra Mondiale l’evento che più di ogni altro, contribuì a cementare l’unità nazionale. Fu specialmente l’Esercito ad operare per tale fine mettendo da parte le differenze sociali, saldando le masse per un obiettivo comune: la difesa di una patria che molti consideravano ancora matrigna. Il conflitto, intrapreso come guerra regia, decisa da ragioni politiche ed economiche, divenne col tempo guerra di popolo che si sostenne per il contributo dei singoli reparti. I combattenti seppero essere protagonisti oscuri di un vero rinnovamento sociale che affiancò i contadini agli operai, la borghesia al popolo più basso, i veneti e i friulani ai campani, ai calabresi, ai siculi, ai sardi, concorrendo a ridare senso ad un sentimento patrio che di lì a poco si sarebbe incarnato come forza ideologica nel Fascismo.

Gli ufficiali di complemento, istituiti con Legge del 1873, parteciparono alla Grande Guerra con un contributo di oltre centomila combattenti, pagando un sanguinoso scotto, percentualmente più alto persino rispetto a quello della truppa. I giovani ufficiali, figli della borghesia italiana, con una formazione militare sommaria, espletarono in maniera integerrima la propria funzione e risultarono essere determinanti per la vittoria finale nonostante la bassa considerazione di cui godevano presso gli ufficiali in servizio attivo permanente. (altro…)

I cavalli siciliani che fecero grandi le scuderie dei Tudor e dei Gonzaga

I cavalli siciliani che fecero grandi le scuderie dei Tudor e dei Gonzaga

Il cavallo, da un punto di vista storico, molto prima che il modo di spostarsi venisse rivoluzionato per sempre dall’invenzione dell’automobile, fu il mezzo di trasporto più sfruttato dall’uomo, fin da quando riuscì ad allevarlo e addomesticarlo.

Il cavallo, alla stregua delle auto, fu oggetto di commercio, evoluzione e sperimentazione. Nel medioevo la struttura del cavallo, quella del classico destriero, si era sviluppata in modo da poter sopportare le pesanti armature utilizzate dai cavalieri, che potevano arrivare a pesare fino a trenta chili, a cui andava inoltre sommato il peso del cavaliere stesso; pertanto si può immaginare la straordinaria forza di cui dovevano essere dotati quegli animali. Quando però il modo di far la guerra mutò e si alleggerirono le dotazioni dei soldati, si rese così necessaria una razza equina con differenti caratteristiche: leggera, veloce e agile. Tali caratteristiche erano incarnate dal cavallo siciliano, il cosiddetto ginetto(altro…)

Le trincee civili della coraggiosa Adele Ruffo

Le trincee civili della coraggiosa Adele Ruffo

Nell’estate del 1915 il Cav. Pietro Ruffo propose al Comitato per l’Assistenza Civile di Aversa, formatosi il 25 maggio di quell’anno,  di costituire un Segretariato per la compilazione di lettere e richieste di notizie dei combattenti, anche con l’obbiettivo di sottrarre le famiglie bisognose di tale genere di aiuto agli speculatori che svolgevano questo servizio a pagamento. Nell’iniziativa furono coinvolte attivamente le quattro figlie del Ruffo: Bice, Cesira, Eva e Adele che svolsero da subito l’attività di gestione della corrispondenza. La prima sede del Segretariato fu in via Presidio, presso i locali di una scuola comunale. (altro…)