L’ascesa dei Bonacolsi di Mantova

L’ascesa dei Bonacolsi di Mantova

L’autonomia comunale inizia per Mantova ne l 1116 quando l’imperatore Enrico V assicura ai mantovani che nessun signore prenderà più il posto dei Canossa. Un decreto imperiale garantisce poi l’esenzione dall’albergario, la tassa per il mantenimento dell’esercito. La città guibila. La protezione imperiale garantisce finalmente prosperità e tranquillità sociale ed i mantovani si spingono sino ad abbattere il palazzo che era stato sede dei Canossa. (altro…)

Armaciotto dei Ramazzotti

Armaciotto dei Ramazzotti

Carlo V riuscì a pacificarsi con Clemente VII, nato Giulio Zanobi, figlio naturale, poi legittimato, di Giuliano de’ Medici. In cambio della corona imperiale, non solo fu concordato il matrimonio di Margherita, figlia dell’imperatore, con Alessandro de’ Medici, nipote del pontefice, ma anche una guerra contro i fiorentini per ridare la città ai Medici espulsi. Fu un’accordo fortemente voluto da Clemente VII che, non dimentico della prigionia in Castel Sant’Angelo, bramava vendicarsi dell’affronto ricevuto e restaurare la sua famiglia al governo di Firenze. Dal canto suo la città, abbandonata da Venezia e dalla Francia, riprese le armi: Michelangelo Buonarroti si dedicò a costruire fortificazioni e ripari, tutti i cittadini, dai diciotto ai trentasei anni, si armarono e, a protezzione dei territori limitrofi, furono inviati Biviliano de’ Medici a Scarperia, Antonio Rabatta a Bruscoli e Pietramala, l’abate Basilio ad occupare i passi del Casentino. Non bastarono certe premure: l’esercito imperiale, forte di trentaseimila esperti uomini d’arme condotti dal principe Filiberto d’Orange, si mosse da Perugia occupando senza difficoltà l’Aretino ed il Cortonese, poi la Romagna. In questi fatti di guerra non mancò Clemente VII di partecipare assoldando mercenari romagnoli che, attraversando gli Appennini emiliani, calarono sul Mugello mettendo a sacco e fuoco i paesi della vallata. Tra essi si distinse il terribile Armaciotto dei Ramazzotti di Scaricalasino. (altro…)

Il conte di Benavente

Il conte di Benavente

Juan Alonso Pimentel de Herrera assunse la carica di viceré nel Regno di Napoli il 6 aprile del 1603. Il conte di Benavente giunse in città in compagnia di sua moglie, Mencia de Zuniga y Requesens, figlia del celebre ammiraglio Luis de Zuniga y Requesens, assumendo il suo incarico in una partecipata cerimonia in Duomo. Nei suoi sette anni di governo, tentò di rispondere a numerosi problemi che attanagliavano il regno e di fronteggiare inattese difficoltà, nonostante gli scarsi mezzi finanziari e militari a sua disposizione. Finanziò imprese militari, commissionò celebri opere d’arte e lottò contro la criminalità. (altro…)

Le Guardie d’Onore del Regno di Napoli

Le Guardie d’Onore del Regno di Napoli

Gioacchino Murat si insediava sul trono di Napoli nel 1808. L’anno dopo istituiva le Guardie d’Onore. Corpo pretoriano cui era affidato il compito di servire e proteggere il sovrano, le guardie erano costituite da giovani d’età compresa tra i diciotto ed i trent’anni, con fisico e attitudine adatti, provenienti da famiglie nobili o borghesi con una rendita annua di almeno 400 ducati, incluso il mantenimento del proprio cavallo. Era una commissione specifica a redigere le liste d’iscrizione per ciascuna provincia ed a valutare l’idoneità dei candidati. (altro…)